| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| Capitanonemo |
Inserito il - 23/04/2008 : 19:30:46 Riporto un brano di un pilota d’assalto italiano, d’origini toscane, sul fronte dell’Africa settentrionale durante la II guerra mondiale sulle sue esperienze … nudiste. Buona lettura, pero vi divertirà!
“Il colonnello mi batté la mano sulla spalla e mi disse: -[…] Domani prenditi una giornata di riposo e porta la squadriglia al mare. Non me lo feci dire due volte e prima che ci fosse qualche ripensamento, adunai gli uomini liberi dal servizio. La mattina alle otto la squadriglia era pronta e già a bordo di un grosso camion con rimorchio compreso il picnic combinato dai cucinieri e costituito da due pentoloni di pasta con il sugo, dalle scatolette, che avremmo provveduto a riscaldare sulla spiaggia con un focherello di sterpi, e dal solito formaggio provolone, spina dorsale delle sussistenze militari, da marmellata in pani con i soliti bachini innocui se pur disgustosi. Con abuso di autorità, mi misi alla guida del grosso camion con rimorchio ed arrivammo al mare che finalmente, oggi, avremmo visto a portata di sedere e non da prospettive un po’ più preoccupanti. Una giornata di festa, lavacro necessario che scioglie incrostature di nostalgia, scorie di stanchezza irose, frittelle di sensibilità sovraeccitate. Una piccola insenatura con una spiaggia che si stende a semicerchio e che abbraccia un mare di zaffiro limpido trasparente, a sfumature, accoglie il nostro fanciullesco entusiasmo. Questa nostra spiaggetta ci piace e, a vederla dall’alto, sembra proprio un azzurro gioiello incastonato ancora nella sua grezza scorza. Bocconi sulla sabbia morbida e fine, con occhi socchiusi mi illudo di godermi il mezzogiorno versigliese, mi manca soltanto il paesaggio di qualche bionda sirena abbrustolita in succinto e multicolore cache sex. Non mancano però le nudità, purtroppo per niente interessanti: sono infatti le nostre che spaziano ora libere come fringuelli nella vivificante luce del sole, mentre un formicolio di benessere ci invade da capo a piedi. Così, uomini nudi al sole, ci sentiamo più liberi e più innocenti, noi stessi e basta, i gradi, le gerarchie e le prosopopee cadono con le vesti e rimangono lì, sopra una dunetta, a brillare, inutili richiami senza valore e significato. Ci parliamo con maggior fratellanza e con vera sincerità. Ci conosciamo, eppure ci sembra di ritrovarci diversi, ed i nostri rapporti subiscono un lieve mutamento. Ho fatto in modo che il pasto sia unico e consumato insieme, senza le solite regole militari; così, ogni tanto accade che mi ritrovo intorno un gruppo dei più semplici, gli avieri di manovra, i motoristi, i montatori, che parlano con me e con gli altri ufficiali, semplicemente, esprimendo domande, desideri, chiedendo consigli anche di situazioni familiari, discutendo della vita, della guerra e di quello, insomma, che può venire alla mente e al cuore di un semplice soldato. Alcuni, ultimi arrivati, pudibondi ad oltranza, avevano le prime volte tentato di tirar fuori i costumini, mutandine rosse verdi color fegato, ed avevano tentato di mescolarsi con quei loro straccetti fra di noi; ma era come se al Forte dei Marmi se ne fossero andati in giro senza gli obbligatori straccetti: scandalo, riprovazione. -Via quelle porcherie. -Che cosa sono quei sudici stracci. -O che ti credi di essere più bello con quel rosso che ti tira sulle natiche? -O nudi o fuori dai piedi. Uno poi addirittura impudico aveva osato presentarsi con un costumino rosso con la righina blu e perfino una taschina su un fianco con un bottoncino, per tenerci poi chissà mai che cosa. Pance, pancette prominenti, magrezze, flaccidità, muscoli potenti, gambe storte, piedi leggermente piatti, scapole che facevano capolino, spine dorsali affioranti, spalle spioventi, velli ferini, pelli bianche e lievi da vergini nordiche, davano a ciascuno il suo avere e la sua personalità con una correttezza e categoricità senza inganno. -Vieni, Pancetta, andiamo a fare una nuotatina? -Andiamo, piedipiatti. Erano poche ore felici, il compagno Gambe Secche, fervido sostenitore ed apostolo del nudismo, aveva in fondo perfettamente ragione. Mai ci capitò in quelle ore di raccontare balle, di formulare inganni, sotterfugi, sottigliezze malevole, malignità; senza vestito ci saremmo sentiti subito scoperti come se la bugia o la cattiveria, nascendoci dalla pancia, avesse fatto vedere la sua pelle nera salire su piano piano per lo stomaco, il gozzo ed uscire dalla bocca; ci si sentiva come trasparenti. Un giorno ero andato a fare da solo e nudo, naturalmente, quattro passi lungo il litorale; avevo in mano una lunga canna e mi divertivo con quella a solleticare la cresta delle onde che mi lambivano i piedi, in confidenziale scherzetto con il mio amico mare. Dietro uno scoglio, in una insenatura, incontrai un altro uomo che con l’acqua al ginocchio raccattava qualcosa. Non era della mia tribù, lo vidi subito, la sua testa calca ce lo avrebbe fatto chiamare certamente Piazza, ma poiché anche lui era nudo lo pensai un solitario adepto, un eremita del nostro culto e mi avvicinai tranquillo ed appoggiato alla mia canna, stetti a guardare che cosa faceva. Alzò la testa appena e poi riprese il suo lavoro. -Che cosa fai? Chiesi con la confidenza della stessa fede. -Raccolgo le patelle, rispose, e vidi infatti che con un coltellaccio toglieva dallo scoglio quelle nicchiette tonde, specie di vongole che sembravano attaccate con il mastice indiano, le sciacquava e poi le metteva in un barattolo lì vicino. -Ne vuoi? E gentilmente me ne porse una. -Sono buone? -Ottime, e per dimostrarmelo da ospite perfetto se ne mise in bocca una mangiandola con visibile gusto. -Sentiamo, e ne morsi una staccandola dal guscio con i denti. -Buone davvero e che ne fai? Le mangi tutte crude? -Un po’ le mangio con il limone crude, con le altre ci faccio il sugo per le paste asciutte. -Ci vorrebbe pomodoro fresco, consigliai. -Eh si! Ma chi lo trova qua? E con un sospiro di rimpianto, si rimise a raccattare le patelle. Per un po’ si continuò a chiacchierare sulla possibilità di fare un buon sugo per gli spaghetti, poi mi congedai: Bé! Addio, gli dissi, grazie delle patelle veramente buone. -Niente, figurati, addio, e me ne tornai sui miei passi divertendomi, questa volta, a ricalcare le mie orme precedenti. Non mi passò neppure per la testa di pensare chi fosse come si chiamasse che età avesse: per me era uno dei nostri, Piazza anzi, e mi aveva anche insegnato a fare una buona salsetta. Qualche tempo dopo in una cerimonia ufficiale me lo trovai davanti, era il comandante di una grossa unità dell’esercito; un generalone. Mi misi sull’attenti e salutai, anche lui mi riconobbe, ma avevamo le vesti, le bucce, eravamo legati, e lui non era più Piazza, quello delle patelle; la sua testa era coperta da una bustina con molti gradi, a zig zag; addosso avevamo entrambi la giubba, spalline, gradi decorazioni, oro, luccichio, orpelli; niente da fare, finita la nostra amicizia, sbattuta di tacchi inchini: -Comandi, signorsì, agli ordini. Ma lui era veramente dei nostri e lui me lo dimostrò quando, finita la confusione, mi si avvicinò sorridendo e sottovoce mi disse: -Sai, gli spaghetti? Una cannonata. Ed allora io non ressi e gli risposi: -Se non ti secca te li copio; poi improvvisamente serio gli sparai un saluto fuori ordinanza a cui lui mi rispose con altrettanta serietà e me ne andai contento perché anche sotto tutti quei gradi, quello delle patelle, Piazza, era uno dei nostri ed anzi un veterano. E da quel giorno, quando fu possibile, si mangiò gli spaghetti alla Piazza."
Sergio Flaccomio I Falchi del deserto Longanesi & C. 1964
|
| 17 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
| robby |
Inserito il - 02/05/2008 : 08:55:58 Decisamente piacevole, ho la certezza che in passato, ci si facesse meno problemi di adesso, il contesto era anche un po' diverso, le spiagge erano deserte, i costumi in lycra non esistevano...le mutande erano contate, io ho una splendida foto di mio padre militare, scattata a montecristo(ha avuto la fortuna di andare a caccia e pesca li!!)con dei compagni di naja, nudi con dei trofei: una grossa cernia e l'altro un mazzo di pesci di tutte le misure----altri tempi veramente !!! |
| naponudista |
Inserito il - 01/05/2008 : 14:48:55 veramente senza parole ihihihih bello davvero   |
| bios |
Inserito il - 28/04/2008 : 19:40:07 senza parole..... ne proponi un altro?
|
| happysun980 |
Inserito il - 27/04/2008 : 11:15:32 che dire ... grazie... un esempio di nudismo a 360 gradi. credo sia un buon stimolo per il forum: non solo informazioni sulle spiagge o luoghi dove si può fare, ma nanche cultura...nn è male come evoluzione...
|
| Eroe |
Inserito il - 26/04/2008 : 00:03:06 Bellissimo nella sua genuinità. |
| trionat |
Inserito il - 25/04/2008 : 14:30:48 Grazie per avercelo indicato. Leggerlo mentre si pratica sarebbe ancor + entusiasmante. Ciao |
| Emanuele Cinelli |
Inserito il - 25/04/2008 : 08:47:25 Bello! Anzi, più che bello ... eccezionale! |
| Ottero |
Inserito il - 25/04/2008 : 08:29:09 Un bel racconto |
| robi nood |
Inserito il - 24/04/2008 : 17:26:49 Le patelle son le mie sorelle i fornelli sono i miei fratelli

...era un vecchio motivetto cantato da Ombretta Colli |
| sassineri |
Inserito il - 24/04/2008 : 17:21:08 E buona pure la pasta con le patelle.... è un sacco che non la mangio |
| michy |
Inserito il - 24/04/2008 : 16:25:49 Si molto bello!! |
| alex65 |
Inserito il - 24/04/2008 : 15:44:13 Bello, molto bello. |
| br1 |
Inserito il - 24/04/2008 : 12:25:59 quante volte ci siamo ritrovati a ripeterci che l'abito non fa il monaco... ecco questo è l'esempio che lo fa... eccome se lo fa! essere se stessi sempre ma che carina sta storia ...grazie capitano |
| Marcolino |
Inserito il - 24/04/2008 : 10:00:52 Ancora meglio di leggersi un bel libro .. ti ringrazio Capitanonemo e se posso osare ti chiederei se possibile di prenderla quasi come abitudine .. un racconto al giorno o giu' di li' a tenerci compagnia nelle ore di solitudine..sarebbe davvero fantastico. Questa storia non so perche' mi ha quasi fatto scendere una lacrimuccia, spero tu ne abbia molte altre da raccontare! |
| capitan1cino |
Inserito il - 24/04/2008 : 00:03:44 Grazie capitannemo per il bel contributo!  |
| Giangio |
Inserito il - 23/04/2008 : 23:02:57 Bellissimo. Quasi commovente nel suo candore. Mi unisco al Fenix: grazie per averlo condiviso con noi!  |
| a_fenice |
Inserito il - 23/04/2008 : 19:44:47 Mai letto un racconto più bello e più VERO. Un vero innno al nudismo/naturismo, quello vero, che fa scomparire tutte le barriere e rendi tutti uguali e fratelli. Fenomenale!!!! Grazie per avercelo passato |
|
|