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 RISO CON CAMPER, MAGIA, ZUCCHINE E GAMBERETTI

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
n/a Inserito il - 18/07/2006 : 12:04:58
RISO CON CAMPER, MAGIA, ZUCCHINE E GAMBERETTI
Il golfo e' una stretta ellisse di sabbia. Ad un'estremita' il terreno si alza in uno sperone roccioso impennacchiato di rododendri e ginestre. All'estremo opposto sorge un piccolo gruppo di casette, forse abitazioni di pescatori trasformate per uso vacanze. Al centro della baia, in un pigro ondeggiare opalescente che rende l'acqua simile a denso sciroppo, sorge un grosso scoglio dalle pareti verticali come muraglie difensive, ultima vera propaggine della Corsica. Piu' oltre e' solo mare, fino alle coste liguri.

E' pomeriggio inoltrato di una primavera che stenta ad arrivare, perfino qui, dove il clima ha di solito un occhio di riguardo. A ovest il sole sta per chiudere in bellezza la sua giornata prima di cedere il passo al buio. Sembra rest?o a scomparire, lancia barbagli ad ogni istante piu' roventi, lampeggia furente le infinite sfumature del rosso e le nuvole, che a gruppi sparsi affollano il cielo, raccolgono il messaggio d'agon?a colorandosi delle stesse tinte.

Il vecchio siede accanto al camper parcheggiato ai limiti della spiaggia, tra le dita un bicchiere da bibita, sul viso rilassato l'espressione soddisfatta di chi e' in pace con il mondo. Non indossa nulla e, mentre pensa, i piedi scalzi solcano la sabbia ancora tiepida, in un' inconsapevole ricerca di contatto con quel luogo semplice e a un tempo tanto perfetto.

E' arrivato li' da qualche giorno, dopo quasi un mese di vagabondaggio senza meta, spinto da una occasionale segnalazione offerta da altri naturisti, curioso di vedere come terminasse a nord quell'isola affascinante e ancora cosi' selvaggia. La bellezza composta di quella baia lo ha intrigato da subito, la pace che vi regna gl'impedisce di ripartire. Anche solo il pensarlo gli provoca una fitta al petto, consapevole come non mai di quanto poco serva per raggiungere il paradiso. L'atmosfera magica lo fa sentire filosofo, la pace invita alla contemplazione e a ragionare sulle cose del mondo, sulla Vita. Come sarebbe tutto migliore e piu' facile se l'Uomo (ultimamente non e' poi che se la meriti troppo, quella maiuscola...) crescesse un poco, dentro, dimenticasse egoismo, avidita' e ingordigia. Ritrovando il rispetto per gli altri e per la Natura, che e' la sua casa, troverebbe anche il rispetto di se' e vivrebbe meglio.
"L'ultimo vestito e' senza tasche" recitava il grande Toto', dunque a che vale cercare di riempirsi quelle di oggi se dovremo necessariamente abbandonare tutto cio' che e' materiale e ritrovarci con un pugno di mosche?

Pochi minuti prima, al vicino, minuscolo borgo e' rientrata una barca di pescatori.
Gli piacerebbe cucinare pesce, quella sera - pensa tra se' - e dopo cena raccogliere in giro sterpi e legna che il mare ha portato a riva e accendere un piccolo fuoco proprio sulla battigia. Tanto non tira un filo d'aria e il bosco e' lontanissimo.

Sono in due, forse padre e figlio, la pelle color mogano brilla alla luce della lampada a gas mentre dividono il pescato tra una mezza dozzina di cassettine. Poche frasi, una breve contrattazione, anche pochi sorrisi e la sensazione che la sua presenza non sia troppo gradita. Pero' i tre saraghi sono magnifici, i gamberi pure, giusti giusti per un risotto speciale. In cambusa dovrebbero esserci ancora delle zucchine ?

Mentre l'ultimo raggio di sole scivola silenzioso in acqua, l'uomo sguscia a crudo i crostacei sul tavolo da campeggio. Da teste e carapaci ricavera' un fondo abbondante che dar? sapore al risultato finale e far? da brodo di cottura.
Riso carnaroli, un pugno abbondante a persona, piu' uno per la pentola di coccio dove soffrigge in olio extra vergine lo scalogno affettato finissimo. Prima, in una padellina, ha stufato le zucchine tagliate a rondelle. Le ha lasciate al dente, altrimenti nel risotto risulterebbero troppo cotte. Il fornello portatile e quello del camper, entrambi piccoli, non consentono l'uso di piu' tegami contemporaneamente e lo obbligano a funambulismi che gli ricordano i giorni in barca a vela, le tante cene preparate in pochi centimetri mentre in pozzetto gli amici affamati reclamavano a gran voce.

Ora e' proprio buio, cosi' accende la lampada a gas che dal vetro smerigliato soffonde una calda luce attorno ma cancella ogni traccia residua del bellissimo mondo che lo circonda. Nel silenzio che profuma di sale e mirto, di rosmarino e timo e anche del suo soffritto, affiora il raspare fiacco della risacca e immagina che siano le onde che brontolano per la mancanza di vento.

E' il momento di aggiungere il riso allo scalogno e lasciare che ne assorba i sentori e che l'olio inizi ad ammorbidire i chicchi.
Quando ogni traccia di liquido e' stata catturata versa mezzo bicchiere di vino bianco secco e attende che sparisca, quindi aggiunge il fondo caldo e porta a cottura, con fiamma molto moderata.
A questo punto unisce i gamberi e un giro generoso d'olio extra vergine. Rimescola e manteca con garbo poi completa il tutto con le zucchine.
Ora gli resta solo da controllare che il riso sia rimasto umido e morbido.
Mmm? no, serve ancora un po' di brodo - borbotta tra se'- e dal mare un refolo fresco scompiglia le fiamme del fornello che sibilano nervose.
Basta, e' tutto - pensa, soddisfatto - Due minuti di riposo ben coperto e, assorbite le ultime tracce del fondo, il riso spruzzato di prezzemolo tritato molto fine sara' perfetto.

Sotto il telo teso della veranda spegne ogni luce.
Per restare solo. Con il risotto che sa di orto e di mare e un bicchiere di bianco fresco.
Forse mettera' su un cd di Cesaria Evora, la voce di Capoverde...



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