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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Fede Inserito il - 02/03/2018 : 22:33:52
C’è molta plastica negli oceani di tutto il mondo. Troppa. Così tanta che sarà la cosa più comune vedere galleggiare negli oceani del mondo. I pesci scenderanno al secondo posto.

Esiste addirittura una immensa isola galleggiante nell’oceano, la Pacific Trash Vortex, che non è altro che un accumulo di spazzatura (soprattutto plastica) galleggiante. Si trova all’incirca fra il 135° e il 155° meridiano e fra il 35° e il 42° parallelo nord, nell’Oceano Pacifico.

Ha una estensione enorme, alcune stime parlano addirittura di 700,000 Km quadrati fino a 10 milioni di km quadrati. Per intenderci, parliamo di un’area più grande della Spagna, nella prima ipotesi, o più estesa degli Stati Uniti. E’ qualcosa di incredibile.

La plastica viene trasportata attraverso incredibili distanze e si deposita sulle spiagge di tutto il mondo. Finisce nello stomaco di più della metà delle tartarughe marine del mondo e del 90% di tutti gli uccelli marini.

Il World Economic Forum stima che se continuiamo a produrre (e a non smaltire correttamente) la plastica ai tassi odierni, la plastica nell’oceano supererà il numero di pesci nel 2050. Secondo il rapporto, l’uso della plastica a livello mondiale è aumentato di 20 volte negli ultimi 50 anni e si prevede che raddoppierà nei prossimi 20 anni. Entro il 2050, produrremo plastica fino a 5 volte di più, smaltendola sempre ai tassi odierni.

La situazione è chiaramente insostenibile. Ad oggi non esiste uccello marino al mondo che non si sia cibato di plastica al meno una volta nella vita. E’ una spaventosa riorganizzazione della natura quella che stiamo meticolosamente attuando. Ed è tutto contro di noi.

Non stiamo facendo abbastanza per lo smaltimento ed il riciclo, che ad oggi non conviene a nessuna azienda. Circa un terzo di tutte le plastiche prodotte sfuggono ai sistemi di raccolta e finiscono nel mare o nello stomaco di alcuni uccelli ignari. Ciò equivale a circa 8 milioni di tonnellate metriche all’anno.

Questi dovrebbero essere il dibattito quotidiano degli organi economici, che ormai dovrebbero essere sotto il controllo di organi per l’ambiente.

Ma la situazione è rimasta invariata da molti anni, molti prodotti sono costruiti esattamente allo stesso modo e presto sarà vietato l’uso di dentifricio e saponi alle microsfere.

E’ inoltre uno spreco enorme. La produzione di plastica rappresenta il 6% del consumo globale di petrolio (un numero che raggiungerà il 20 per cento nel 2050) e l’1 per cento del bilancio globale di carbonio (la quantità massima di emissioni che il mondo può produrre per impedire che le temperature globali aumentino di oltre 2 gradi Celsius).

Tutta questa plastica nelle nostre acque provoca danni per circa 13 miliardi di dollari l’anno in perdite per il turismo, navigazione e pesca. Sconvolge gli ecosistemi marini e minaccia la sicurezza alimentare delle persone che dipendono dalla pesca di sussistenza.


Da una parte ci sono i consumatori, dall'altra le aziende produttrici di materiale plastico e la politica internazionale.Il problema si potrebbe affrontare con leggi molto restrittive nei confronti dell'uso indiscriminato della plastica eincentivare solo le plastiche che sono completamente reciclabili reinserendole nella produzione di manufatti.
Noi possiamo sensibilizzare i conosscenti promuovendo questi dati .
9   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
vele Inserito il - 04/03/2018 : 08:41:32
Fede ha scritto:

(...)E' per questo che, secondo me,la questione ambientale è prima di tutto politica. Bisogna mettere al bando certi prodotti e chiudere la catena della produzione in modo che ogni processo produttivo non produca scarti che non possano essere nuovo materiale di produzione e lo stesso vale per i rifiuti che devono entrare come materie nei processi produttivi.(...)

La polita c'entra sicuramente.
Noi quotidianamente qualcosina di piccolo, piccolissimo, possiamo fare.
Facciamolo ! Scegliamo prodotti con meno plastica, ricicliamo.
Per lasciare alle generazioni future un mondo vivibile.
a_fenice Inserito il - 03/03/2018 : 19:51:14
una riflessione veloce mi sovviene, che centra relativamente forse.

Ricordate la recente manfrina sull'olio di palma? Pochi mesi di tam tam e tutte le ditte alimentari, meno la Ferrero, han tolto di mezzo questo grasso

Ricordate il vaccino H1N1? Battaglia mediatica da urlo, (era per il Berlu, ma ha coinvolto chi si doveva vaccinare), ambulatori praticamente deserti.

Mi sembra di capire che quando il mondo vuole sa come costringere le scelte produttive commerciali.

Sul tema rifiuti e riciclaggio invece, che pur se ne sente parlare di continuo, consta di pochi adepti, poche e dubbiose scelte, ancora lontane soluzioni se non definitive, sicuramente migliorative. Vero, come dice Dingo, che aumentano, ma...con quanta lentezza?

E mi domando il perchè



dingopino Inserito il - 03/03/2018 : 16:58:03
Giusto anche quello ma conosci la storia del colibrì. Il bosco brusca e tutti animali fugano, solo il colibri va verso le fiamme con una goccia di acqua nel becco.
Un daino lo chiede ma cosa stai facendo? Spengo l'incendio e la risposta
Fede Inserito il - 03/03/2018 : 15:38:22
La plastica che viene lasciata in spiaggia è una minimissima parte di quella che finisce in mare.
Molta arriva dagli scarichi non trattati, oppure viene deliberatamente buttata in mare dalle navi.
Le isole di plastica che si sono formate nei decenni, non hanno avuto il contributodei paesi del mediterraneo, dato che il nostro mare è praticamente quasi chiuso.
Il grande problema è che la plastica si trova in ogni cosa che si utilizza, incluso il sapone, il detersivo e ildentifricio. Le microsfere di plastica sono le più insidiose. Noi non ce ne accorgiamo ma sono parte della catena alimentare. Il pesce che mangiamo ha le nanoplastiche nelle sue cellule.
Comunque è nostro dovere tenere l'ambiente pulito e scegliere prodotti senza plastiche al loro interno.
E' per questo che, secondo me,la questione ambientale è prima di tutto politica. Bisogna mettere al bando certi prodotti e chiudere la catena della produzione in modo che ogni processo produttivo non produca scarti che non possano essere nuovo materiale di produzione e lo stesso vale per i rifiuti che devono entrare come materie nei processi produttivi.
Non sono un visionari. Le tecnologie ci sono già. Bisogna solo portarle in scala.
dingopino Inserito il - 03/03/2018 : 14:20:17
io per il mio piccolo ho deciso che pulisco il mondo che mi circonda, altro credo che non posso fare. In primavera doppo le tempeste levo tutta la plastica nel tratto di mare che uso io normalmente che sono circa 300 metri di spiaggia, dopo a maggio partecipo alla giornata pulliamo il mondo di legaambiente. dopo l'estate vado con dei amici a pulire i fossi dal sudiciume visto che adesso sono asciuti. Vedo comunque che noi diventiamo sempre di piu e la gente che si rende conto.
Solo con dei esempi visivi si cambia qualcosa almeno quello credo io
siman Inserito il - 03/03/2018 : 13:04:39
Dove abito ormai si deve conferire l'immondizia suddivisa e i cassonetti si aprono solo attraverso tessera magnetica personale.
Poi, come dice Fenice, bisogna vedere se la plastica viene riciclata (o distrutta) in toto o venga lavorata solo quella più remunirativa.

Però mi chiedo, relativamente a quella dispersa in mare: la colpa è della troppa materia plastica prodotta o degli imbecilli che buttano nel mare?
pieros_it Inserito il - 02/03/2018 : 22:53:49
a_fenice ha scritto:

In primis bisognerebbe sensibilizzare i comuni che fanno riciclaggio.




....dovrebbe essere lo Stato a sensibilizzare sul riciclaggio, sull'ecologico.....
molti paesi europei incentivano l'utilizzo del vetro invece che plastica o alluminio per le bevande.....da noi invece è tutto usa e getta.....
uno Stato a cui sta a cuore l'ecologia e la salute, invece di fare i blocchi delle auto o pagare gli straordinari alla polizia municipale per far rispettare il divieto di circolazione per le domeniche ecologiche, perchè non abbassa le accise sui carburanti meno inquinanti?
è tutta una questione di cultura, e se questa manca a chi ci governa la vedo dura a cambiare qualcosa con le nostre piccole azioni....
a_fenice Inserito il - 02/03/2018 : 22:44:26
In primis bisognerebbe sensibilizzare i comuni che fanno riciclaggio.

Tempo fa ho scoperto che alla ditta che ricicla plastica nel nostro comune interessano solo le bottiglie, è tutto il resto ritorna al macero.

Il problema per me ha mille aspetti. Produzione, uso, smaltimento, riciclo. Basta una sola fase debole ed e tutto inutile. Se poi non ci metti l’ecomafia, cioè tutti gli interessi mafiosi e politici nel creare casino, nel studiare rimedi d’emerfenza, ogni e qualsiasi scusa solo per poter mangiarci sopra a prescindere, qualunque soluzione trovi.

Vedi ad esempio i problemi delle nostre megalopoli. Accusano i sindaci, ma alla fine è una battaglia in cui lui lei si trova solo sola attacccata su ogni fronte.

A meno che non imbracci un mitra, dimmi te come ti difendi.


Nuda Natura Inserito il - 02/03/2018 : 22:43:52
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