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Prov.: Bologna
Città: bologna
22 Messaggi |
Inserito il - 18/07/2006 : 11:43:55
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ABITAR VIAGGIANDO Riguardoil cosiddetto camperimo, ossia il viaggiare con il camper a scopo turistico, si usa soprattutto associare tale modo di trascorrere le vacanze al concetto di liberta'. E' vero: chi fa uso di un camper (o di un caravan o anche di una tenda) puo' andare dove vuole, fermarsi quando e dove vuole (entro ovvi limiti). Questo mezzo, ibrido tra automobile e abitazione, ci libera, certo, ma da cosa, esattamente? Ma dalle strutture organizzate da altri, prima di tutto: hotels, ristoranti, anche campeggi, al limite. Possiamo cosi' essere noi a gestire la nostra vacanza e non subendo gli schemi studiati da altri. Tutto cio' secondo un modello che e' interamente nostro e non precostituito.
Grazie alla nostra casa ambulante si realizza in pieno il concetto di "abitar viaggiando", nel quale ciascuno puo' trovare, magari giorno per giorno e a seconda di cio' che scopre dopo ogni curva, la realizzazione dei propri desideri, delle proprie aspettative, adattando il programma perfino all'umore, allo stato d'animo del giorno, ma che dico, dell'ora! Ecco quindi che ci si potra' dedicare alla campagna e al suo silenzio, quando vorremo appartarci o, al contrario, immergerci nella caotica vitalita' della metropoli se vorremo fare shopping o visita ai musei oppure puntare alla montagna per sfuggire all'afa estiva.
Camper e caravan come sinonimi di abito su misura, quindi; ma un abito che ad ogni istante muta colore e peso e carattere. Muta, nel tempo e nello spazio, proprio come noi stessi mutiamo e alle nostre esigenze si adatta, silenziosamente, come il migliore degli amici.
Stara' poi ad ognuno di noi saper utilizzare al meglio tale versatilita'. Come? Per esempio non cadendo nella banalita' di percorsi e destinazioni da sempre presenti nei piu' triti itinerari turistici a meno che non sia proprio la calca che stiamo cercando, specie se, come noi, si pratica ogni volta che e? possibile il naturismo.
Perfino a Venezia, non dimentichiamolo, ma l'esempio non tocca nello specifico il camperismo, l'affollamento turistico riguarda esclusivamente le zone critiche di piazza san marco, ponte di rialto, piazzale roma e i percorsi indicati dai cartelli turistici. Al di fuori di quelli, anche solo di pochi metri, e' il deserto. Provare per credere.
Lo stesso fenomeno si verifica in altre aree a vocazione turistica dove, in realta', il turismo tocca davvero solo i luoghi piu' comodamente raggiungibili perche' il turista di norma non ama faticare. Mettiamo quindi alla prova la duttilita' del nostro camper e portiamolo su strade provinciali, su rotabili minori e, scoprendo luoghi altrettanto belli di quelli a tutti noti, scopriremo altresi' che la pace e l'armonia possono essere davvero a una spanna, a un minuto dalla confusione e dal caos.
Attualmente i camperisti, specie in certe localita' italiane ma non solo, sono a volte considerati alla stregua di turisti di serie B perche', si dice, portano tutto con se' da casa, non dormono in albergo e non pranzano al ristorante ma in compenso occupano spazio gratuitamente o quasi e per la comunita' locale i benefici che ne derivano sono troppo ridotti.
Molti sarebbero gli argomenti, e ottimi, contro tale atteggiamento ma non e' questa la sede piu' adatta.Tuttavia, proprio per tale posizione assunta da non pochi enti locali, e' indispensabile che il camperista tenga un comportamento sempre rispettoso del territorio, della popolazione e delle strutture di cui usufruisce, siano essi camper services o semplici aree di sosta, prestando attenzione a non sporcare e a non sostare laddove gli ingombri del mezzo, mai troppo ridotti, potrebbero intralciare la circolazione.
Cosi' facendo potremo convincere chi a questo modo di far turismo e' estraneo che camperismo e' sinonimo di civismo e buona educazione, di sensibilita' verso gli altri e verso l'ambiente.
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