Doveva essere una bellissima giornatadi estate (secondo il calendario e le previsioni meteo),ma nellarealtà non lo era affatto, e fu così che mi trovai tutto solo su diuna spiaggia deserta, di un venerdì di luglio. Diedi una occhiataalla spiaggia e a tutto quello che mi circondava, e sempre più inme cresceva la sensazione di essere un naufrago approdato chissàdove.

“E mentre il maestrale urla ebiancheggia il mar”, penso di ripararmi, costruendomi una capanna,con rami e fusti di albero che abbondavano sulla spiaggia, ma eccoche in lontananza mi sembra di scorgere una capanna, mi avvicino, epenso che forse è appartenuta ad un' altro naufrago, e chesicuramente è stato tratto in salvo. Per assicurarmi di ciòperlustro meglio i dintorni, per trovare qualche traccia, e di traccene trovo eccome: bottiglie di plastica vuote e piene a metà;mozziconi di sigaretta; vaschetta in plastica; volantini promozionaledi elettronica; scheletri di ombrelloni etc. E penso, costui hapassato tanto tempo qui..prima di essere salvato del quale sonosicuro(non ho trovato resti umani).

A meno che, non fosse un solo naufrago,ma ,che questi si avvicendassero, contribuendo ognuno nel propriopiccolo affinchè la spiaggia diventasse sempre più “bella epulita”.

Allora mi sono chiesto perchè tuttiportano e lasciano qualcosa e nessuno toglie?

Peccato potevo vivere un sogno su diun' isola deserta, ma sono stato destato dalla realtà, ancor primache arrivasse Venerdì a farmi compagnia(eppure il giorno era quello giusto!), anzi no ecco che arrivaqualcuno su questa spiaggia deserta...si sarà lui, si... il sognocontinua, ma ecco che arriva e si piazza a meno di un metro da me ecomincia a fare mosse strane.....e allora penso che questo non èVenerdì, ma che sicuramente gli manca un venerdì. Il sogno diessere Robinson si è infranto, le nubi si sono diradate e sullosfondo si scorge una torre.....e allora la realtà si fa ancora piùsconcertante quando riconosco il posto, sono nel bel mezzo di un'oasinaturalistica protetta.


fotodi GiuseppeA