Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo tanto interessante quanto controverso sul nudismo.
L'articolo in questione è incentrato sulla storia di una famiglia nudista (clicca qui per leggere!) in cui si parla di Alex Reamer, bambino di 9 anni, che nato e cresciuto in una famiglia nudista, non riesce proprio a rinunciare alla passione e alla libertà nudista.
La famiglia vive in Florida in una comunità nudista dove non ci sono regole sull'abbigliamento, dove non ci sono sguardi allusivi, comportamenti ambigui e intenzioni sessuali.
Il sole, le palme, la piscina, la scuola, il barbecue, i giochi... tutto, sempre, senza vestiti: nudi!
Il giornalista (vestito) che ha realizzato il servizio è in imbarazzo mentre i due genitori ed il bambino vivono disinvolti la loro nudità e la loro libertà.
Al bambino è stato chiesto: "cosa ti piace del nudismo?" e lui, con la sincerità ed ingenuità di un bambino ha risposto: "mi piace tutto del nudismo! mi piace stare nudo!".
Sul volto del bambino è chiaro il piacere che ne trae, è evidente la sua felicità, è chiaro il suo amore per quella sua libertà.
Nelle rare volte in cui è costretto ad uscire dalla comunità ed è quindi costretto a indossare abiti Alex è quasi irrequieto e non appena torna a casa la prima cosa che fa è spogliarsi, e tornare libero.

Ma il giornalista a questo punto solleva alcune domande:
cosa succede in futuro? Il bambino vivrà sempre nella comunità? E il college? Ne risentirà? Verrà additato come 'bambino/ragazzo diverso'?
Sono domande difficili a cui è difficile rispondere.

L'articolo fa parte di un reportage più ampio dell'ABC News sui Genitori Estremi.
E' davvero così estremo far nascere ed educare i propri figli in una condizione nudista perenne?
Sono loro e siamo noi quelli sbagliati?