Ormai sono più di 20 anni che frequento il campeggio naturista Koversada e ritengo che, dopo questo lungo periodo di osservazione, sia arrivato il momento di trarre alcune considerazioni.
Iniziamo dai primi anni. Il camping si poteva davvero considerare un paradiso per i veri campeggiatori  naturisti in quanto offriva un ambiente incontaminato ed al contempo la possibilità di praticare del vero, sano naturismo, scevro da ogni esibizionismo od altro atteggiamento sconveniente come spesso si può trovare in parecchie spiagge spacciate per naturiste ma in realtà luoghi di incontri a sfondo erotico.
Koversada si poteva quindi ritenere a tutti gli effetti il campeggio ideale per le famiglie naturiste.
Pochi servizi ma ben organizzati, anzi si potevano ritenere addirittura superiori a quelli offerti da tutti gli altri campeggi della zona, piazzole enormi, 7 ottimi ristoranti, con una qualità della cucina e convenienza nei prezzi tali da richiamare addirittura avventori dall'esterno, colonnine di acqua potabile e corrente elettrica quasi in ognuna delle 3.000 piazzole disponibili.
Insomma un campeggio che si poteva ritenere un modello per quei tempi.
Una decina di anni fa i primi cambi di proprietà ma senza conseguenze negative nella gestione del camping. Il turista rimaneva comunque al centro dell'attenzione ed ogni cambiamento avveniva nel tentativo di migliorare i servizi. Si vedevano gli sforzi profusi ma anche la scarsa capacità manageriale ed organizzativa dei vari nuovi proprietari. Un esempio significativo: i bungalows presenti e già vecchi avrebbero dovuto essere arieggiati ogni tanto durante il periodo di inattività per non farli trovare impregnati da un persistente odore di muffa durante tutto il periodo di apertura del campeggio...
Ma questa ed altre piccole mancanze non minavano assolutamente il piacere di una vacanza a Koversada. Anzi, l'impronta di ambiente incontaminato (tanto cara ai campeggiatori) continuava a caratterizzare il posto, i ristoranti, un po' malandati ma pulitissimi e gestiti da ristoratori cordialissimi, continuavano a sfornare senza sosta deliziosi piatti locali ed il silenzio, la cordialità ed una sorta di "amicizia" fra i campeggiatori di tante nazionalità continuava a persistere. Persino i lavoratori stagionali in forza al campeggio dimostravano cordialità e disponibilità verso i campeggiatori i quali, a loro volta, non negavano mai una birra od un bicchiere di buon vino al lavoratore che, pur continuando il suo lavoro trovava sempre un attimo per aiutare il turista in difficoltà.
Ma questo è il passato.
Oggi quasi nulla di ciò che rendeva attraente questo campeggio è rimasto ad accogliere il turista. 
La colpa di questo radicale cambiamento negativo é attribuibile esclusivamente agli ultimi proprietari, la Società MAISTRA che, negli ultimi anni, ha praticamente acquisito la gestione dei numerosi campeggi del litorale Croato.
L'incapacità gestionale si è manifestata sin dai primissimi anni di gestione con l'innalzamento a livelli intollerabili della quota fissa che veniva versata all'inizio di ogni stagione dagli "stanziali", ovvero i campeggiatori che lì trascorrevano l'intera stagione, da Aprile ad Ottobre. Il solo introito delle quote degli "stanziali" era ampiamente sufficiente, tagliando gli ovvi sprechi ereditati da anni di gestione statale prima ed improvvisata poi, a remunerare i costi annui di una simile struttura. Naturalmente l'aumento smodato delle rette annuali scoraggió una buona fetta degli "stanziali" che preferirono altri campeggi ancora convenienti e questo comportò, visti i minori introiti negli anni successivi, la lenta ma continua crescita della retta giornaliera ai campeggiatori occasionali.
Inutile dire che, aumentando la retta ma non i servizi, il camping perdeva proporzionalmente la sua attrattiva.
L'opera di distruzione non si fermó però agli aumenti dei costi giornalieri. La vera chicca fu l'allontanamento dal campeggio di tutti i ristoratori che per tanti anni avevano coccolato i turisti con le loro specialità. Ma non per sostituirli con altri provetti ristoratori. I ristoranti interni al campeggio furono riempiti di persone che nulla avevano a spartire con la cucina od il servizio agli avventori ma che anzi non era nemmeno il loro mestiere: la maggior parte di questi "cuochi" e questi "camerieri" durante l'inverno sono operai delle industrie dell'interno della Croazia e Slovenia.
Ho provato sulla mia pelle ciò che offrivano i nuovi "ristoratori". Premetto che non sono certo un tipo schizzinoso, a me basta che una pietanza sia commestibile e non sappia di gasolio ed io la mangio. Quindi, se io ho provato disgusto, lascio immaginare cosa propinavano da queste "cucine"...
Il risultato é facilmente intuibile: i ristoranti interni non funzionano più, ne sono rimasti in funzione solo 3, dove si possono vedere questi fabbri, maniscalchi e carpentieri che aspettano che qualche ignaro turista novello vada a farsi intossicare.
Poi é seguito il colpo di grazia agli "stanziali", obbligati, oltre a sopportare una retta in continuo aumento, a rimuovere ad ogni fine stagione roulotte ferme nella stessa piazzola da decenni, con la conseguente distruzione delle più vecchie ai primi tentativi di spostamento. Unica motivazione di questo nuovo obbligo: trasformare il campeggio in un 5 stelle internazionale.
Forse ai signori di MAISTRA sfugge il concetto di "Campeggio a 5 stelle": le piazzole sono ancora molto grandi e questo è un bene ma non va minimamente trascurata la manutenzione delle attrezzature esistenti (rubinetti delle colonnine con le filettature spanate o che non si aprono, servizi igienici trascurati, molti chiusi, eliminazione di centinaia di piazzole oggi abbandonate senza possibilità di occupazione e nemmeno trasformate in quei parcheggi per le auto di cui da tanti anni si sente la necessità. Le auto vengono infatti posteggiate lungo le strettissime stradine che servono il camping impedendo ai campeggiatori di manovrare con camper e roulotte) oltre naturalmente all'aggiunta di sempre nuovi servizi che possano davvero identificare il camping come un 5 stelle internazionale.
Tralascio volutamente l'elenco delle altre mancanze per non scrivere una memoria lunga come la Divina Commedia.
E questo è solamente un appunto relativo ai servizi che nulla ha a che vedere con il titolo di questo articolo. 
Koversada é diventata, sotto l'egida MAISTRA, un vero paradiso per guardoni di ogni tipo. Fino a prima che subentrasse questa ultima gestione ogni persona maggiorenne che si aggirava sul litorale vestita veniva redarguita dai controllori sempre attenti e presenti. Oggi non è più così poiché si assiste quotidianamente all'invasione delle spiagge da parte di persone di ogni età, completamente vestite, che si aggirano spiando ed osservando i campeggiatori che sostano in totale nudità.
Questo comportamento é ormai ampiamente tollerato dalla nuova gestione, tanto da mettere spesso in imbarazzo le naturiste più giovani e carine così insistentemente osservate.
Ma non è tutto. Da quando è cominciata l'ultima gestione ho potuto notare una crescente antipatia nei confronti dei turisti italiani (quelli che notoriamente spendono di più) contro una pari crescente simpatia nei confronti dei loro "cugini" sloveni  (quelli che notoriamente spendono di meno). Purtroppo i costumi del popolo sloveno sono molto diversi da quelli tedeschi (assolutamente silenziosi e rispettosi di tutto e di tutti, esigenti ma cortesi) e da quelli italiani (sempre allegri e cordiali, inclini alla compagnia ed alla socializzazione). Gli sloveni che ormai affollano il
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