Questa è una storia affascinante e comica nell’ambito dell’arte. Al centro di tutto c'è il Giudizio Universale della cappella Sistina di Michelangelo. Appena dipinto, la maggioranza delle figure era completamente nuda, con i genitali in vista. Per Michelangelo il nudo era espressione della creazione divina. Ma per la Chiesa che in quegli anni stava combattendo la Riforma Protestante quel dipinto era osceno. Tuttavia il dipinto restò così come era, almeno fino alla morte di Michelangelo. Infatti poi fu emesso un decreto per "emendare" il Giudizio Universale. Il compito di censurare il capolavoro coprendo per alcune figure i genitali con foglie di fico, mutande e panneggi fu affidato a Daniele da Volterra che da quel momento fu soprannominato "Il Braghettone". Tra il 1980 e il 1994, la Cappella Sistina è stata sottoposta a un restauro per ripulire i colori. Oltre a ciò fu deciso di rimuovere quasi tutte le censure aggiunte anche nei secoli successivi (altri pittori dopo Daniele avevano continuato ad aggiungere coperture). Furono comunque lasciate intatte le "braghe" di Daniele da Volterra. Interessante notare come anche nella storia dell’arte e dei capolavori, il corpo nudo abbia destato scandalo.