Libera dai vestiti, ma non sempre dallo sguardo e dalle aspettative degli altri. Nel meraviglioso universo del naturismo digitale si parla continuamente di libertà, autenticità, rispetto e superamento dei pregiudizi. Parole bellissime. Quasi rivoluzionarie. Peccato che, osservando come vengono rappresentate le donne in alcune comunità online, sorga un dubbio: questa rivoluzione è arrivata davvero fino in fondo? Perché accade un fenomeno curioso: le donne sembrano essere dappertutto, ma non sempre sono protagoniste della propria rappresentazione. Sono nelle fotografie dei profili di coppia, nelle descrizioni entusiaste dei compagni, nei racconti delle vacanze condivise e nelle presentazioni di persone apparentemente desiderose di nuove amicizie. Poi inizi a conversare. «Siamo una coppia naturista!» «Bellissimo! E tua moglie?» «Anche lei pratica, certo!» «Posso salutare anche lei?» «Eh, adesso è impegnata.» Nessun problema. Capita. Passano i giorni. «Ciao! C'è anche la tua compagna?» «No, sai, lei non ama molto Internet.» Curioso. Una presenza fondamentale nella descrizione della coppia, ma completamente assente dalle conversazioni. È il primo caso di profilo di coppia in cui uno dei due occupa il 50% della fotografia e lo 0% della conversazione! 😂 Naturalmente non c'è nulla di sbagliato se un profilo viene gestito da uno solo dei partner, con il consenso dell'altro. Nessuno deve sentirsi obbligato a partecipare a una chat. Ma quando una persona parla costantemente a nome della compagna, ne descrive pensieri, desideri, preferenze e intenzioni, viene spontaneo domandarsi dove finisca la condivisione e dove cominci la rappresentazione. Perché essere una coppia non significa automaticamente possedere anche la voce dell'altra persona. E poi esiste un fenomeno ancora più singolare: quello dei profili femminili inventati o delle coppie che potrebbero esistere soltanto nella fantasia di chi scrive. Internet consente di costruire identità alternative con sorprendente facilità. A volte dietro una fotografia e un nome femminile potrebbe esserci qualcuno che non corrisponde affatto alla persona rappresentata. Non sappiamo quanto sia diffuso questo comportamento, né possiamo considerare sospetto chiunque desideri mantenere la propria privacy. Ma il problema, quando queste impersonificazioni avvengono, ricade anche sulle donne reali. Perché a quel punto una donna che entra in una comunità può ritrovarsi davanti a un interrogatorio: «Sei davvero una donna?» «Hai una foto?» «Ma è recente?» «Come faccio a sapere che sei autentica?» Benvenuti all'Ufficio Certificazione Esistenza Femminile del Naturismo Digitale! 😂 La donna esiste, pensa, parla, ha passioni ed esperienze. Ma prima di essere ascoltata deve talvolta superare il controllo qualità fotografico. E se non vuole pubblicare immagini personali? Se preferisce mantenere riservata la propria identità? Se desidera semplicemente partecipare a una discussione senza sottoporsi a un esame visivo? È meno autentica? Meno naturista? Oppure sta esercitando proprio quella libertà individuale che il naturismo sostiene di voler difendere? C'è una differenza enorme tra scegliere liberamente di mostrarsi ed essere spinte a farlo per dimostrare qualcosa agli altri. Ed è qui che il discorso diventa anche una questione femminista. Non si tratta di contrapporre uomini e donne, né di considerare sbagliata ogni richiesta di riconoscimento. Si tratta di riconoscere alle donne il diritto di decidere autonomamente come presentarsi, quanto condividere e quali limiti mantenere. Una donna non è il certificato di autenticità di un uomo. Non è la decorazione di un profilo di coppia. E non è una fotografia a disposizione della curiosità collettiva. C'è poi un'altra contraddizione. Quante volte sentiamo parlare delle mogli e delle compagne dei naturisti? «Mia moglie non pratica.» «La mia compagna è timida.» «Lei preferisce non esporsi.» «A lei piace moltissimo.» «Lei non vuole conoscere nessuno.» Possibilissimo. Tutto possibilissimo. Ma a volte ci troviamo davanti a un catalogo completo di opinioni femminili raccontate esclusivamente da uomini. La moglie è gelosa, timida, entusiasta, contraria, riservata o socievole. L'unica cosa che non fa mai è raccontarcelo personalmente! 😂 E attenzione: non significa che debba farlo. Il punto non è obbligare una donna a intervenire, ma evitare che qualcun altro si attribuisca automaticamente il diritto di rappresentarla. Forse, però, la domanda più importante non è nemmeno questa. Come vivono davvero il naturismo le donne che lo praticano? Si sentono accolte nelle comunità online? Possono partecipare liberamente senza essere giudicate, messe alla prova o considerate principalmente per la propria immagine? Quanto spazio viene dato alle loro esperienze, alle loro opinioni e alle loro esigenze? Perché discutiamo continuamente di spiagge, località, fotografie, verifiche e regolamenti, ma forse dovremmo domandarci più spesso cosa renda un ambiente realmente accogliente e rispettoso per tutti. Una donna dovrebbe poter essere socievole oppure riservata, partecipare oppure osservare, condividere fotografie oppure non pubblicarne affatto. Senza dover dimostrare continuamente di meritare il proprio spazio. Il naturismo ha fatto della liberazione dalle convenzioni una parte importante della propria identità. Ma togliersi i vestiti non significa automaticamente liberarsi degli stereotipi, dei pregiudizi e delle disuguaglianze che ci portiamo dietro. Possiamo essere completamente liberi nell'abbigliamento e ancora profondamente condizionati nel modo di guardare gli altri. Forse la vera rivoluzione naturista non consiste nel pubblicare una fotografia in più, ma nell'imparare a considerare una donna una persona completa, anche quando decide di non mostrarne nemmeno una. Perché la libertà non consiste nel poter guardare tutto. Consiste anche nel rispettare ciò che gli altri scelgono di non mostrare. E questa, forse, è una forma di naturismo che non richiede neppure di togliersi i vestiti. --- E VOI, SOPRATTUTTO VOI DONNE NATURISTE? Vi sentite davvero ascoltate e rappresentate nelle comunità online? Oppure vi capita di percepire che la vostra immagine conti più delle vostre opinioni? E agli uomini una domanda: siamo davvero capaci di rispettare la libertà femminile anche quando non coincide con quello che vorremmo noi? Mi piacerebbe leggere soprattutto esperienze e punti di vista delle donne. Per una volta, senza che qualcun altro risponda al posto loro! 😉