Ciao a tutti.
E' da molto che non intervengo, ma oggi lo faccio per sottoporvi una piccola provocazione.
A volte, leggendo i vari post, mi sorge un dubbio.
Non pensate che l'essere estremamente rigidi e "puristi" sia uno dei motivi che ci rendono "relegati alle riserve"?
Io vivo in Liguria e qui, come noto, non esistono spiagge riservate al nudismo, ma solo spiagge dove questo è "tollerato", più o meno.
Da venticinque (Ahimé...) anni frequento le spiagge di ponente, e ho incontrato persone di tutti i tipi, di tutte le culture, con tutti i tipi di atteggiamento mentale.
Ecco. Per esperienza diretta posso dirvi che se una persona si comporta educatamente, con rispetto, la "promiscuità" tra tessili e nudisti aiuta moltissimo l'integrazione.
A mio avviso, per diffondere la pratica della nudità, o almeno per diffondere il rispetto per questa pratica (che sarebbe a mio avviso il vero tema culturale) sarebbe molto meglio disporre di siti e luoghi in cui ufficialmente sia consentita.
Non di luoghi dove sia obbligatoria la nudità.
L'unico vero imbarazzo, laddove io stia nudo e il mio vicino, o la mia vicina (di spiaggia, di sauna, di piscina..) costumato/a, sta nel fatto che io debba ogni volta temere di essere male interpretato e di infrangere la legge.
Ma l'ufficializzazione della sola "possibilità" consentirebbe a chi è timido di avvicinarsi senza sentirsi obbligato e scoprire che non vi sono pruderie strane nel fare bagni d'acqua o di sole o di vapore in abiti adamitici..
Personalmente ho avviato alla pratica del nudo-naturismo alcune amiche. Ma non sarei mai riuscito a portarle direttamente in centri riservati. E' stata una cosa graduale. E' venuto fuori il discorso. Mi han chiesto le mie motivazioni, han cercato di capire.
Poi sono venute qualche volta con me, tenendo rigorosamente addosso il costume. Poi hanno timidamente osato il topless...per arrivare a togliere lo slip è stato necessario sentirsi davvero libere, non giudicate, serene.
E sono convinto che la donna sia molto più portata ad accettare la nudità propria ed altrui con naturalezza, quando questa sia vissuta con serenità e "pulizia d'animo".
Per cui il tema che propongo è questo: non credete che il "purismo" troppo accentuato, la critica troppo accesa al mondo tessile, la richiesta di rigore naturista (assolutamente necessario, sia chiaro, in un centro riservato) alla fine non risulti un intolleranza che si contrappone ad un'altra intolleranza? E che di fatto non indebolisca noi, che siamo oggettivamente una minoranza?
Scusate..un po' lungo...