E' chiaro che quando vengono commessi atti del genere, sia pure da persone in evidente stato di alterazione psichica, i giornali hanno bisogno di evidenziare aspetti che possono attrarre la morbosità delle persone. Anche se il nudo fosse accettato in Italia come nei paesi più civili, è probabile che il titolo non sarebbe cambiato di una parola. Inutile pensare che volessero sottolineare tra le righe una "devianza" nell'esser nudi: è la stessa parola a mettere in moto un meccanismo che stimola curiosità nella gente, e chiamalo fesso il titolista che ce la mette! Stesso dicasi per altri aggettivi "attraenti": il gay "vende" ancora parecchio, il trans non ne parliamo, lo straniero, spesso e volentieri a seconda di provenienza e reazione che possa suscitare. Questi aggettivi sono ahimé inseriti come in analogia con l'atto "scandaloso"; poi capita a volte che invece usino aggettivi che attraggano perché in contrasto, tipo che so, un professionista stimato che impazzisce e fa una cosa completamente fuori dalla sua reputazione di persona rispettabile. In entrambi i casi primeggia il cinismo nei confronti di persone sfortunate che andrebbero, comunque, tutelate; come sono tutelati per legge i minori. Io francamente sono più dispiaciuto per lo stato mentale di questa persona sfortunata (e conseguenze), che non perché la pochezza del lettore medio ha indotto un giornale a evidenziare la parola "nudo".