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a_fenice ha scritto:
Sulla modifica del logo invece, se proprio dovessimo farla (per ora non è nemmeno in discussione), sarebbe verso una visione universalistica del mondo moderno. Tipo: single M, coppia m, coppia etero, coppia f, single f. Tutti calorosamente assieme. Se dobbiamo dare un segno, che sia un segno forte. Ma per il momento abbiamo altre cose in pentola....vedremo
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Marchi, loghi, distintivi devono essere necessariamente semplici e simbolici e, di fatto, i nostri attuali hanno simbolicamente già dentro tutte queste realtà.
Maschio e femmina risulta evidente, adulti e bambini è pure evidente (sebbene sia da chiedersi perché un bambino e non una bambina, così come ci sarebbe da chiedersi perché il mare e non la montagna o la città, forse sarebbe meglio ripulire da tutta questa simbologia di parzializzazione!), altrettanto evidente il discorso famiglia, meno evidente il discorso, singoli e coppie omosessuali, ma se si impara a guardare oltre (come sempre dev'essere fatto per marchi, loghi e distintivi, ma non solo) lo si vede: non è necessariamente vero che i tre pupi del nostro marchio siano una famiglia, possono anche essere uno uomo (singolo o omosessuale) con una donna (singola o omosessuale) e il/la nipote di uno dei due (o il figlio/a di lui o il figlio/a di lei). Per fare come farebbe un grafico professionista partecipando a una gara per l'assegnazione di un marchio, genericamente possiamo anche descrivere il messaggio come quello di maschi e femmine, adulti e bambini (insomma la società nel suo generico insieme) che, nudi e insieme, guardano al futuro e, nudi e fiduciosi, marciano verso di esso.
Rielaborare i pupi senza segni sessuali distintivi lo vedo brutto e diseducativo, come se volessimo censurare la nudità e i segni sessuali., per altro non farebbe altro che rendere il messaggio meno esplicito.
L'unica possibilità è quella di eliminarli del tutto i tre pupi e trovare qualcosa che possa simboleggiare la nudità in senso generale e generalista, ma, al momento, non mi vengono idee valide: tutte hanno lo svantaggio di nascondere la nostra essenza, indi di trasmettere un messaggio non solo debole, ma anche negativo: vergogna della nudità.
Di certo è necessario cambiare IN in iNudisti, a quel punto il discorso simboli del marchio viene in parte reso più semplice: essendoci una scritta inequivocabile studiare un segno generico e generalista che non sia dei pupi diventa fattibile. Qualcuno storcerà il naso per la solita paura di evidenziarsi come nudista, comprensibile ma qui si sta parlando della necessità di farsi riconoscere anche e soprattutto dalla società tessile, la quale, anche e specie in Italia, è assolutamente aperta e disponibile verso il nudismo (moltissimi sono i segnali di ciò, ma regolarmente vengono ignorati per osservare e dare peso solo a quei pochi segnali di chiusura e ostracismo... forse perché così facendo possiamo giustificare alcuni nostri atteggiamenti), bisogna solo coinvolgerla nel nostro movimento, dargli delle valide motivazioni per scendere in campo al nostro fianco, invece di limitarsi ad aspettare che siano loro a farlo di propria iniziativa (cosa che ovviamente non potrà mai succedere finché si continuerà a vedere la società tessile come un nemico piuttosto che come un alleato).