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Eroe ha scritto:
Con o tutto o niente si ottiene niente.
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La mia era semplicemente una considerazione critica su quella frase riportata negli articoli in questione: anche se i toni e i contenuti sono sostanzialmente a favore del naturismo, certe espressioni fanno capire che l'accettazione del naturismo in Italia ha ancora molta strada da fare, perché si considera il nudo offensivo in sé.
Quanto alla proposta di legge, a coloro che se ne sono fatti promotori sensibilizzando i politici sul tema del naturismo va tutto il mio apprezzamento. Mi pare che ci siano molti aspetti positivi rispetto ad iniziative precedenti.
1. Ai Comuni viene imposto l'obbligo (e non data la semplice facoltà) di istituire aree pubbliche destinate al naturismo (pare di capire: almeno una per Comune).
2. E' previsto un termine per l'adempimento dell'obbligo, nonché una particolare procedura (su impulso di enti o associazioni) in caso di inerzia del Comune. Unico neo: in caso di ulteriore diniego del Comune, è sempre quest'ultimo che deve "attivamente impegnarsi": e se non lo fa? Forse sarebbe meglio aggiungere: "in caso di inerzia del Comune protratta per X giorni, l'individuazione delle aree pubbliche destinate al naturismo nel territorio comunale viene effettuata dalla Regione".
3. Le aree naturiste sono delimitate con semplici cartelli (e non - come lasciava temere la frase che ho sopra criticato - con siepi, muri, fili spinati... in maniera tale che mai e poi mai sguardo tessile possa inavvertitamente poggiarsi su una natica naturista).
Mi chiedo e vi chiedo: con una legge del genere cambierebbe qualcosa per coloro che facessero naturismo al di fuori delle aree previste? Ad esempio una bella escursione sul Gran Sasso? Non è che si potrà dire: Cari naturisti, in questo Comune avete i vostri 50 metri di riva del fiume X: tolleranza zero per chi viene beccato nudo fuori da quell'area! [:204]