Secondo me la cosa migliore e' ostinarsi ad essere se stessi. La paura di Emanuele, quella di poter mettere in imbarazzo o di offendere l' invalido o chi comunque vessa in condizioni disagiate, compreso il menomato psichico, la condividiamo tutti, e tutti dovremmo sbarazzarcene, perche' e' quella che ci porta a modificare i nostri atteggiamenti naturali, a fare una caricatura dei comuni gesti di gentilezza o ad ostentare un senso di pieta' che immagino essere delle vere pugnalate per l' invalido! Intendo dire che se vicino a me ho un invalido, se gli voglio parlare gli DEVO parlare, se no no, se gli voglio chiedere del suo problema, lo faccio altrimenti no, senza pensare di essere troppo indiscreto o ficcanaso.. (certo se vedo che ha difficolta', magari nello scendere uno scalino, lo devo fare e basta, magari chiedendo con gentilezza e disinvoltura il suo consenso).