scusa il ritardo nella risposta, ancora sto imparando a muovermi nel forum.
c'era una 'o' tra le due opzioni, la mia risposta erariferita alla prima.
Sulla seconda, secondo me il gestore stesso sarebbe felice di creare una barriera frangiflutti che trattenga la sabbia. E la farebbe a spese sue, se fosse roba sua. Purtroppo l'idea stessa di proprietà privata in italia è sacrilega, con tutte queste leggi che la violano e la svuotano di ogni significato, figurati addirittura dell'arenile, collettivo-comune-sacro-santosubito.
ho l'impressione che questa sia la solita, immancabile, inevitabile conseguenza del cosidetto 'bene comune' (ovunque applicata, in italia come ovunque nel mondo). Nel caso di capocotta la sabbia se ne va lasciando emergere l'amianto seppellito decenni or sono (quando l'acqua era ad oltre cento metri più in là) e i bagnanti se lo respirano.
Se si vuole aiutare la spiaggia si chieda al gestore di entrare in società con lui, partecipando anche ai costi dell'impresa ed alle perdite, si metta la quota che LUI chiede per partecipare (e non credo basteranno ventimila euro a persona) facendo una cooperativa, e ci si scontri con leggi assurde e dispettose che ti vedono come un avido che vuoi sfruttare il bene comune...
Secondo me alla fine si farà la solita lettera con sotto le firme da consegnare ad un qualche politico o altro esponente della casta (proprio i responsabili del problema!) chiedendo umilmente un interessamento a risolvere. Un bell'esercizio di democrazia partecipativa che io invece vedo proprio come l'origine dei nostri mali.