Anche se è passato un po’ di tempo dal nostro rientro dalle vacanze in terra ellenica, eccomi qui a scrivere qualche indicazione da lasciare ai posteri.
Quest’anno, con la volontà di riprendere dove avevamo brutalmente interrotto un viaggio di qualche anno fa, abbiamo deciso di “puntare la prua” verso l’isola di Lefkada, in Grecia.
Siamo arrivati sull’isola il lunedì nel pomeriggio, dopo una notte passata ad Igoumenitsa, visto che il traghetto partito da Brindisi ci ha lasciato sbarcare la sera della domenica e non volevamo metterci subito in viaggio.
Una volta arrivati abbiamo cercato il posto dove avevamo prenotato la nostra stanza, anzi, il nostro “studio” per cinque giorni, ad un costo di 36 euro/notte.
Lo studio era un monolocale con un soppalco in legno; sul soppalco c’era il letto matrimoniale, mentre la parte inferiore ospitava un cucinino, neanche troppo piccolo, un salottino con il divano che all’occorrenza diventava un terzo letto e naturalmente il bagno. Di spazio quindi ce ne era.
All’esterno avevamo a disposizione il giardino comune, con vari giochi per bambini, un barbeque da poter utilizzare e il parcheggio privato.
A poca distanza (un chilometro, forse) c’era un minimarket abbastanza fornito, ma decisamente caro. La città di Lefkada era a circa cinque chilometri.
Una volta arrivati, sistemate le nostre cose e dopo aver fatto un po’ di spesa, siamo andati a fare un giro alla vicina (due chilometri circa) spiaggia che dovrebbe essere quella di Aghios Ioannis. Siamo stati veramente poco tempo, era già pomeriggio inoltrato e volevamo solo dare un’occhiata in giro.
Purtroppo i tre giorni seguenti non ha fatto altro che piovere, quindi, essendo tra l’altro in moto, siamo rimasti quasi sempre in casa, approfittando dei rari momenti in cui la pioggia smetteva di cadere per andare al market a comprare il necessario per sopravvivere.
Finalmente il venerdì siamo riusciti ad andare in spiaggia, e come prima destinazione abbiamo scelto la spiaggia di Pefkoulia, che si trova un paio di km a nord rispetto il paese di Aghios Nikitas.
Per le informazioni sulle spiagge frequentabili senza costume, ci siamo affidati all’ottimo sito del capitan barefoot, un riferimento per le isole greche.
La spiaggia è molto lunga e comoda da raggiungere. Dalla strada principale si parcheggia e si scende per una breve discesa asfaltata che porta ad una “taverna”. Da li, andando verso nord e camminando per una decina di minuti, si arriva in una zona dove tutti sono nudi. Quando siamo stati noi, c’erano solo uomini, l’unica donna era Anto, ma comunque tanto spazio per tutti, tra una persona e l’altra c’erano almeno 50 metri. L’acqua, probabilmente a causa delle piogge dei giorni precedenti, era particolarmente lattiginosa, e la visibilità era tra il metro e mezzo e i due metri e mezzo.
Il sabato abbiamo cambiato alloggio e siamo andati dalla parte opposta dell’isola, nel paese di Vassiliki. Anche in questo caso, il tempo di sistemarci, di comprare qualche cosa e di capire dove fossimo, si è fatto pomeriggio, poi una leggera pioggia ha ucciso in partenza qualunque voglia di andare per spiagge.
Finalmente il lunedì, dato che anche la domenica Giove pluvio ha deciso farci sapere che potevamo contare su di lui, siamo riusciti a tornare al mare; questa volta la scelta è caduta su Egremni. Gli ultimi km di strada per arrivare è molto in pendenza, e nell’ultimissimo chilometro non è neanche asfaltata. Una volta scesi dalla moto, c’è ancora da fare un bel pezzo a piedi, anche abbastanza ripido, che se in discesa non crea grossi problemi (a meno che non soffriate di vertigini), al ritorno si fanno sentire.
Una volta arrivati finalmente in spiaggia, si va verso sud per trovare lo spazio adatto a liberarsi dei costumi.
Quando siamo arrivati noi non c’era nessuno, durante la giornata qualcuno si è avvicinato, liberandosi della stoffa; comunque molto spazio a disposizione.
Il martedì siamo andati alla spiaggia di Megali Petra, vicino a Kalamitsi. Anche in questo caso, la strada per arrivare non è delle migliori, ma comunque meno peggio di quella per Egremni. La parte destinata ai nudisti, di nuovo, è la parte sud. Qui lo spazio è minore, ma comunque nessuna ressa, e le persone di più. Le grandi pietre (da qui il nome) che si tuffano nell’acqua sono molto suggestive; credo sia la più bella spiaggia che abbiamo avuto modo di vedere. Purtroppo ancora l’acqua non si era schiarita, quindi non ho idea di come fosse il fondale.
Il mercoledì ci siamo concessi un tour in battello tra le varie isole in zona, e tra le spiagge segnalate dal sito del capitano, abbiamo visto una delle più famose di Lefkada, Porto Katsiki .
La spiaggia è molto suggestiva, ma piccola, e visto l’affollamento, credo di poter escludere qualunque possibilità di nudismo.
Il giovedì siamo stati alla spiaggia di Milos, che si raggiunge passando per la località di Aghios Nikitas e superando una collina (a piedi) con una ventina di minuti di cammino, oppure prendendo al piccolo porticciolo della stessa Aghios Nikitas, una barca, la Milos Express, che effettua il servizio di taxi boat, pagando la cifra di 3 euro a testa a viaggio. In questo caso la durata della traversata è di qualche minuto.
Molto bella la spiaggia, la parte sud è quella destinata al nudismo, con una buona presenza di persone, finalmente l’acqua si era schiarita e devo dire che il fondale, se si va verso la parete rocciosa a sud, è davvero vivo e interessante.
Tra le spiagge, le più belle sono state, secondo noi, Milos e Megali Petra.
Qualche informazione per chi volesse prendere in considerazione il posto per qualche vacanza.
Per raggiungere l’isola non c’è bisogno di nessun traghetto; la stessa infatti è collegata alla terraferma tramite un ponte. Per passare da Preveza c’è un piccolo pedaggio da pagare (3 euro le auto, 0.70 le moto) per attraversare un tunnel che di fatto passa sotto l’acqua.
Tra Preveza e Lefkada c’è anche un aeroporto, il “Aktion National Airport”, ma che sappia io è utilizzato solo per voli charter; non so se è aperto anche ai piccoli aerei da turismo, e comunque non mi risulta ci siano voli di linea che hanno questa destinazione
Noi siamo stati ai primi di settembre, arrivando In Grecia il 31 Agosto, per raggiungere Lefkada il primo di settembre ed abbiamo lasciato l’isola il 12.
In questo periodo, pochi italiani, e moltissimi balcani e est-europei; principalmente si incontrano, nell’ordine, rumeni, macedoni, bulgari; poi direi britannici e forse italiani. Pochissimi tedeschi, nessun olandese.
Gli alloggi hanno prezzi variabili, considerando che per uno studio per due persone si parte da 30 euro a notte, fino ad arrivare a cifre astronomiche.
Mangiare fuori non costa pochissimo, direi come un buon ristorante nostro. Per avere un’idea, i primi andavano dai 10 euro in su, il pesce se venduto a peso, dai 50 ai 60 euro/kg
I vari minimarket, molto presenti, sono aperti fino a tardi, mediamente l’orario di lavoro andava dalle 9 del mattino, fino alle 11 di sera; sono però abbastanza cari, li prenderei in considerazione se serve qualcosa al volo. Nel paese di Lefkada ci sono anche i market veri e propri (LIDL fra quelli che conosciamo anche qiu) e il costo si abbassa notevolmente, ma gli orari di lavoro sono più tradizionali.
La benzina costa poco meno che da noi. Un loro distributore caro costa come o forse qualche cosa di più dei nostri economici.
La parte ovest dell’isola è quella più selvaggia, e le spiagge nudiste si trovano tutte da questa parte, mentre la parte est, con Nydri (o Nidri) come centro principale, è più “riminese”, c’è però più vita che altrove.
Il giro in barca ci ha impegnato quasi tutta la giornata, direi che è stato bello; lo rifarei sicuramente. Il costo è di 20 euro a persona e oltre a far vedere alcune spiagge di Lefkada (dipende dall’affollamento, ad Agosto non si ferma a Porto Katsiki visto che la spiaggia è veramente troppo piena), vi porta a Cefalonia, ad Itaka, nell’unica spiaggetta di Skorpios visitabile (il resto è proprietà privata).
Nella zona di Nydri, all’interno di un piccolo canyon, ci sono delle cascate, dette appunto cascate di Nydri o cascate di Dimosari. Niente di particolarmente fantascientifico, ma se si hanno un paio d’ore da spendere, una passeggiata può essere carina.
Tra i posti dove ci siamo trovati meglio a mangiare la sera, direi che la piccola località di Sivota, al sud dell’isola, merita una menzione. Anche in questo caso, niente di eccezionale, ma per qualche motivo siamo stati meglio che in altri posti, forse perché meno affollata, forse per il porticciolo che si trova alla estremità di un golfo quasi chiuso (sembra di stare in un lago) e quindi il mare caldissimo, forse anche per i prezzi leggermente più bassi che negli altri posti che abbiamo provato.
L’isola è piena di piccoli negozi per acquistare ricordi e regalini da portare in patria, probabilmente la passeggiata più piacevole si fa al centro di Lefkada, inteso come il paese che da il nome all’isola.
Mi sembra di aver scritto tutto, se servono altre informazioni, siamo qui.