Come non parlare anche, della super barriera di blocchi e' massi di rocce, di natura calcarea,

creata ha Lido Adriano, per difendere il litorale, e' l'abitato locale. Ed evitare così, le dispiacevoli mareggiate, e' l'erosione della spiaggia, che anno dopo anno e' stata esposta hai continùi flaggellamenti. Ma' che col passare del tempo pero' ha contribuito anche, al popolarsi di numerosi Crostacei, e' Molluschi, come: Cozze e' Ostriche. Avendo trovato cosi' il loro habitat naturale.
Come le cozze ho Mitili Mytilus spp.
Classificazione.
Phylum: Mollusca
Classe: Bivalvia
Ordine: Mytiloida
Famiglia: Mytilidae
Genere: Mytilus spp.
I mitili chiamate anche cozze, sono molluschi molto apprezzati fin dall'antichita' e' oggetto di intenso allevamento industriale. Di interesse economico risultano essere due specie Mediterranee: il Mytilus edulis, presente nel bacino Occidentale, e' il Mytilus galloprovincialis, presente in quello Orientale.

Valva di Mytilus edulis....................................................

Valva di Mytilus galloprovincialis Lamarck.........................
Caratteristiche morfologiche
Il Mytilus galloprovincialis e' un organismo sessile che tramite i filamenti del bisso vive aderente ha substrati fissi ho incoerenti. Questo bivalve si differenzia dal Mytilus edulis, di origine Atlantica, per il colore esterno delle valve piu' scuro, la forma piu' appiattita della zona postero-dorsale della conchiglia ed il bordo esterno del mantello che risulta di colore violaceo anziche' giallo-bruno.
Biologia ed habitat
Il mitilo e' un mollusco bivalve che trascorre la sua esistenza attaccato al substrato, generalmente a massi e' scogliere, sia in ambiente marino che lagunare. Questi animali riescono a muoversi con l’aiuto del piede, un muscolo adattato alla funzione di locomozione e si attaccano a substrati di varia natura tramite una serie di filamenti secreti da una ghiandola, che vengono chiamati filamenti del bisso.
Le branchie sono costituite da una coppie di piastre, composte da un gran numero di filamenti paralleli, che hanno la funzione di filtrare il nutrimento (prevalentemente fitoplancton e' materiale organico) dall'acqua, mentre la digestione del cibo ha luogo all'interno di un'apposita ghiandola situata al centro del corpo.
La porzione di tessuto localizzata strettamente a contatto del guscio e responsabile della sua secrezione, viene denominata manto e riveste inoltre la funzione, di contenere i gameti (ovuli o spermatozoi)
La fecondazione e' esterna e le uova, una volta fecondate evolvono allo stadio di larva trocofora e successivamente di veliger, che viene trasportato dalle correnti e dalle maree. Nel momento in cui questi animali raggiungono una lunghezza del guscio pari a 0,25 mm, si attaccano su substrati filamentosi tramite l'ausilio dei filamenti del bisso, e sono in grado di staccarsi e riattaccarsi su altri substrati.
Tecniche di allevamento
La mitilicoltura in Italia viene praticata principalmente attraverso tre sistemi:
Su' fondale
Pali fissi
Filari galleggianti o long-line.
Il sistema su' fondale e' utilizzato soltanto nelle aree lagunari del delta padano, e si basa sullo spostamento del prodotto di piccola taglia raccolto in natura, in alcune zone appositamente predisposte, dove viene lasciato crescere fino al raggiungimento della taglia minima commerciale.
Il sistema a pali fissi e' diffuso nelle zone lagunari, o nei pressi di siti costieri riparati dalle forti mareggiate, e consiste nella disposizione secondo alcuni schemi, di pali che' un tempo venivano costruiti in legno di castagno, mentre al giorno d'oggi risultano principalmente fabbricati in cemento o metallo. Ai pali vengono appese le calze, reti tubolari in materiale plastico (polipropilene) che al loro interno contengono i mitili (l'insieme della struttura e' dei mitili e' detto resta)
Negli ultimi anni, il sistema che sta avendo più successo e che si sta diffondendo maggiormente, e' quello a filari galleggianti o long-line. La struttura e' composta da due corpi morti di ancoraggio, posti a una distanza variabile da 100 a 200 metri, e collegati tra loro da uno o piu' cavi mantenuti in sospensione da una successione di galleggianti.
La scelta del sistema di allevamento ed il dimensionamento delle strutture, deve essere effettuata tenendo conto delle caratteristiche ambientali e meteomarine dell'area di insediamento, in quanto una scelta errata potrebbe comportare gravi danni alle strutture ed all'ambiente circostante.
I giovanili vengono reperiti tramite raccolta su banchi naturali, oppure acquistati presso altri allevamenti e successivamente vengono immessi all'interno delle calze, formando reste di lunghezza variabile da 2 a 5 m.
E' molto importante evitare l'eccessivo appesantimento delle reste di mitili, che puo' portare al loro distacco e di conseguenza all'immissione nell'ambiente di lunghi tratti di calze, la cui presenza sul fondale puo' causare inconvenienti sia dal punto di vista ambientale (si tratta di materiale plastico non biodegradabile) sia su' altri mestieri di pesca, che vedono ridotta l'efficienza dei loro attrezzi.
I mitili durante l'allevamento possono essere trasferiti da una zona di produzione ad un'altra, avente caratteristiche chimico-fisiche analoghe a quelle di provenienza, per le operazioni di finissaggio.
Le reste vengono vendute nel momento in cui i mitili raggiungono la taglia commerciale (50-70 mm di lunghezza) e possono essere commercializzate tal quali o come prodotto sfuso. Durante le fasi di raccolta e prima commercializzazione, occorre porre cura sia agli aspetti legati alla qualità e vitalità del prodotto, sia all'adozione di pratiche che ne' garantiscano la salubrita'.
Produzioni e' mercato
I mitili vengono storicamente commercializzati come prodotto fresco, ma nel corso degli anni si e' sviluppata sempre di piu' l’industria dedicata alla trasformazione del prodotto, prevalentemente come conservato (bollito e conservato in salamoia sterilizzato) e' surgelato.