Di-paniamo ogni dubbio ,cancelliamo ogni (in)certezza...
per onor di cronaca ,eccovi l'integrale...(non fra intendete) articolo...
Riflettevo : le "analisi" antropologiche ,lasciamole fuori ,ma importante (comunque) se ne parli?
IL CASO. In via Forti un residente si lamenta dei manifesti delle opere
«Ho una donna
nuda in camera»
È già protesta
Per la mostra di Tamara de Lempicka prevista a Palazzo Forti, museo Amo, è tutto pronto. Chi abita di fronte però chiede l'intervento del vescovo Zenti
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mercoledì 16 settembre 2015 CRONACA, pagina 19
«Susanna al bagno» in uno dei manifesti incriminati
Ha aperto le finestre di casa ed è rimasto fulminato. Lì, davanti ai suoi occhi, le rosee grazie di una signorina, proposte - o per meglio dire «spiattellate», secondo la sua opinione - su un grande manifesto di sei metri per due, affisso all'alba sul fianco laterale di Palazzo Forti.Non è la solita Belen. La carne, tanta, è quella di «Susanna al bagno», protagonista di un episodio pruriginoso della Bibbia: ma così priva di malizia da poter risultare, forse proprio per questo, sfacciatamente provocante.Un'opera d'arte di Tamara de Lempicka che celebra il corpo della donna, certo non lo offende. «Ma fuori luogo in una via pubblica!», si lamenta C.C., il residente di via Forti che, basito, è poi uscito di casa, accorgendosi di ulteriori bellezze ignude esposte in altrettanti poster. Si tratta della pubblicità con cui il Museo Amo lancia la mostra della pittrice polacca Tamara de Lempicka (1898-1980), a Palazzo Forti da domenica al 31 gennaio.«Una delle artiste del Novecento più amate», si legge sul sito della rassegna. Lei, la de Lempicka, era un personaggio eccentrico e trasgressivo. Due matrimoni falliti, molti amanti e una bisessualità dichiarata in un'epoca in cui tutto ciò era assolutamente uno scandalo. Scandalosi erano considerati i suoi quadri, dove la luce violenta esaspera la geometria dei corpi.Oggi non è più così. La sensualità, ovunque sdoganata, è talmente pervasiva da diventare, spesso, quasi invisibile. Seni, cosce, fondoschiena: e allora? Vogliamo tornare ai tempi del Braghettone, che mise le mutande al Giudizio Universale di Michelangelo? Ma va tenuto conto della diversa sensibilità: quella che in alcuni provoca tuttora indignazione se, una mattina, scoprono una fila di donne nude, pur «artistiche», sul muro della propria via.«Apro le finestre e mi vedo di fronte quei manifesti: riproduzioni o dettagli di quadri di ragazze nude in gigantografia. La scelta di Amo non mi sembra decorosa né rispettosa. Sono sceso in strada», racconta C.C., «e molti passanti commentavano la sfilza di poster con la mia stessa opinione. Inviterei il vescovo Zenti a esprimesi».Ma dalla Curia, per ora, arriva solo un «no comment». L'organizzazione della mostra, invece, replica che «i manifesti sono stati approvati dalla Soprintendenza: sono opere d'arte, non pubblicità che usa l'immagine femminile a scopo di lucro».Milo Manara, numero uno del fumetto sensuale, è ironico: «Finché ci sono proteste per le mie donnine lo posso capire. Ma che qualcuno se la prenda con le opere di Tamara de Lempicka è incomprensibile. Tra l'altro lei è una donna, quindi non si può certo parlare di sfruttamento del corpo femminile.