Da sempre, ma direi in particolare negli ultimi mesi, in giro nel forum e su Internet in genere, si leggono domande su quelle che sembrano/sono delle problematiche di approccio nudista.
L'erezione e il pelo da sempre han tenuto banco.
Poi è arrivato l'uso di mutande o del freeballing
Poi c'è stato il periodo del barefooting
Poi il problema delle cene, caffè, insomma nudismo home in genere
Poi il problema se un nudo televisivo è più nudista o nudo per caso (o per odiens)
Poi se e quando ci si può definire nudisti, se è un discorso a tempo o a ogni secondo quotidiano
Poi lo stare nudi negli spogliatoi
Poi se indossare il pigiama.
Poi il rapporto con falegnami e voyeur vari
Poi il rapporto con gli handicap
Poi i pensieri sulle nuove legislazioni
Poi i termini usati nel definire nudismo, naturismo e contorni vari
Ultimamente son arrivati giudizi universali sulla bontà di varie località, così come dei frequentatori, se singoli, accoppiati, al 50%, poi una delle ultime il problema dei giorni mestruali.
Etc etc etc
Sinceramente so che il mondo è vario, spesso avariato, che ognuno ha i suoi pensieri e la sua sensibilità, per cui non tutti la possono pensare agire allo stesso modo. E arrivò a capire, anzi ad apprezzare, il confronto su molti dei temi presentati. E capisco queste problematiche ancor di più se provenienti da neofiti, e che gradirei che i "vecchi" del nudismo non si dilettassero ad attaccarli, ma la domanda che mi pongo ogni volta è: ma siamo davvero così condizionati per cui ogni cagata diventi un problema quasi insormontabile?
Possibile che non ho quasi mai letto dei pensieri per cui una cosa possa far sorgere discussioni, ma non essere così castrante da non creare paletti in ogni ambito del nudismo pubblico o privato in genere?