Il caro amico Hervé Guyonnet (che noi conoscevamo col nickname di Hervé de Nice) ci ha lasciato. È morto qualche giorno fa per un attacco cardiaco. Era di una cordialità contagiosa, vulcanico per le mille idee e progetti che gli turbinavano in testa, entusiasta del nudismo che voleva si estendesse ad ogni angolo della terra. Ma soprattutto era un incorreggibile allegrone, di quei compagnoni pappa-e-ciccia che ti darebbero la camicia. Bastava vederlo per sentirsi a proprio agio, con un umore spensierato e smeraldino che sdrammatizzava anche le situazioni più tese. Aveva il carattere di un bambinone, un po’ ingenuo un po’ eccessivo, pieno di verve giocherellona. L’ho conosciuto a La Sablière nel 2012: era la mia prima volta in un campeggio nudista, al raduno annuale per l’Ascensione. Da pochi mesi mi ero iscritto a forum VivreNu. La sera per tradizione ci si riunisce per una aperi-cena che va avanti fino all’ora di andare a dormire, fra saluti, pacche sulle spalle, sorrisi, in un clima familiare come ci si conoscesse da sempre. Hervé fu il primo a riconoscermi e a darmi il benevenuto. E poteva conoscermi solo attraverso la fotina del mio avatar! Mi chiamò col mio soprannome!
Ecco: tutte le volte che mi ricordo di Hervé mi viene in mente quest’immagine: la sua accoglienza, il suo sorriso, il suo buonumore inossidabile, la sua affabilità e cordialità… e la sua mole pacioccona e pasciuta, simpatica pure, che si portava con semplicità e noncuranza. Tolstoj diceva che «ciascuno lascia una traccia di sé nella vita degli altri»: la traccia di Hervé mi rimarrà ben più che un solo ricordo.