Una botta al cerchio e una alla doga.

a_fenice 15/09/2016 21:41 1.352 Visite
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17/09/2016 15:07
"Un dato interessante è che l'affermazione del nuovo diritto non è un vantaggio per i soli diretti interessati ma per l'intera società, perché produce un aumento della felicità e una riduzione delle diseguaglianze, ha quindi effetti a cascata su ogni ambito della vita sociale."@ @Paolo: Con questa frase potremmo farci una pubblicità progresso!!! Mi piace! E' vero che il consenso delle masse è trainato daile fucine del pensiero più o meno occulte e dalla politica. Sono convinto che anche le nostre attese, che oggi ci sembrano lontane, un giorno saranno accettate da sempre più persone. Sarà per merito nostro? Per merito della politica? Non lo so, ma la conquista di diritti di base a gruppi sociali relativamente deboli e contrastati, sta avvenendo. Il mondo sta cambiando, e forse cambia grazie al contributo di pensiero e di azione di ognuno di noi.
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17/09/2016 19:23
Per rispondere a Max, quindi, non credo che il "sale" sia dato dal senso di "proibito" o di "eccezionale", o forse in parte è così perché l'oppressione esiste, ma in un mondo diverso avremmo altro sale molto più interessante: credo che se un domani la nudità venisse derubricata da "scandalo" a "fatto normale" - appunto - ne godremmo tutti per quel che è, sia da nudi che non. Anche perché - in questo quadro - vivremmo in una organizzazione sociale capace di evolversi. Bello!!!Il sale di un fatto inizia con il farsi sentire quando questo è in qualche modo proibito o limitato. Il "non rubare la marmellata" la fa essere profondamente più buona. Quando poi sei grande, e di marmellata puoi comprarne a camionate, magari la schifi pure... Quindi quando la marmellata diventa "normale", vengono normalmente acquisiti tutti i parametri positivi della medesima. Dove devia il gusto? Se devia? Magari sul come la mangi, se usi pane o fette biscottate, con o senza burro, magari te la fai in casa, più naturale e variegata possibile. Nudismo. Finchè lo rubi è eccezionale. Quando puoi farlo, schifi la spiaggetta (e prima ti accontentavi di un angolino nascosto dietro una pianta), schifi il campeggio (e prima magari stendevi un telo tra due pali pur di vivere la stessa sensazione), schifi la passeggiata montana (e prima scalavi i 3000 metri pur di essere nudo nel vento e sotto il sole cocente della montagna) le motivazioni per stare nudi. Ho passato anch'io il periodo in cui mi scervellavo a trovare tutto il positivo sullo stare nudi, le solite cose che tutti conosciamo: metabolismo, libertà, uguaglianza sociale, benessere, resistenza al freddo, ricerca del naturale e mille e mille altri particolari. Ora è normale, forse certe cose le ho cosi acquisite che vengono naturali farle, ma non ho più la ricerca spasmodica di "trovare un motivo": sto nudo e basta. Discuto col vicino per mettere dei pannelli a recizione, perchè cosi quando venderà casa, non dovrò scontrarmi coi nuovi proprietari e potrò continuare a stare nudo. Non altro. Per il resto sto nudo dove e quasi come voglio. Un utopico domani, in cui ciò sarà cosi normale che chi vorrà farà senza porsi domande e problemi, si perderà il "sale" del proibito, il gusto della natura, il....... anni 60, finalmente le donne libere di mettesi in topless.... è diventato normale, non ci stà più nessuna, anzi cominciano a girare costumi che sembrano scafandri. I maschi erano obbligati a canotta e mutandoni, l'avvento dello slip fu osannato ovunque.... oggi son tornati i bermudoni da bagno, con doppio costume o addirittura le normali mutande sotto. A quando la canotta? Fino a tempo addietro trovavi la donna che aveva voglia e che riuscivi a conquistare, e rubavi tanti piccoli bacetti da piccolo, cose più consistenti da grande. Oggi devi trovarla su internet, senza passione, senza spirto di conquista, senza corteggiamento. Vai sui siti di incontri, vai in discoteca, al pub, gli dici che hai tot centimetri, ti fai vedere iperpalestrato e sei a posto. I gay. Una volta nessuno parlava, nessuno si palesava, nessuno si sposava (univa). Però ne trovavi e ne vedevi ovunque, qualche "una botta e via" c'era, ma come trovavi, era più normale rimanere attaccati, in coppia, vivere una vita, seppur non manifesta. Oggi son stati riconosciuti, cominciano ad essere rispettati, i giovani non hanno apura a dire chi sono, ma ne trovi solo nei siti di incontri finalizzati a sesso. Creare una storia è praticamente impossibile, e se ci riesci, tieniti pronto alla coppia aperta, perchè se no son corna e rotture. Oggi son diventati gay anche gli etero, si fanno chiamare bsx, ma di fatto di amore si sogna, e di sesso si pratica (poco. Un amico mi diceva: pratico molto sesso orale...nel senso che ne parlo...e basta) Corsi e ricorsi storici, libertà mai sofferte quindi non apprezzate, o...? (Piccola riflessione introflessione: quasi quasi si stava meglio quando si stava peggio, quindi smetto di chiedere spazi dedicati e libertà di essere?)
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17/09/2016 19:39
ne godremmo tutti per quel che è, sia da nudi che non. Anche perché - in questo quadro - vivremmo in una organizzazione sociale capace di evolversi. seconda parte della tua riflessione.... capacità di evolversi. Vero in mille aspetti della vita, ma sul lato umano, perchè di umano e non di tecnologia stiamo parlando, penso, forse sbaglio, ma ci rifletto, ... ma sarà proprio vero che una volta ottenuta ogni forma di libertà, seremo finalmente evoluti? Si forse! Ma anche soddisfatti? L'esercitare tranquillamente le propie libertà, non più sofferte, ci farà veramente star bene? ********************** Non credo nessun osi, ma metto le mani avanti: non sto parlando di regressione forzata, ne di plaudire alle mille forme di ritorsione che la società ha sempre usato verso ogni libertà (lapidazioni, roghi, isolamento, omofobie, messa alla berlina per impudicizie e quant'altro). Ben venga ogni forma di libertà possibile, ma rifletto solo di un ipotetico futuro, vedendo come sono andate a finire altre libertà gia conquistate nel tempo. Nulla di più.
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26/09/2016 13:55
@Max Ummhh io però non credo che i comportamenti leggeri che in vari momenti della vita più o meno tutti credo facciamo nostri siano da prendere a metro e misura di intere generazioni. E' vero che le città non sono fatte per incontrarsi, le piazze quando va bene sono trafficate rotonde piene di auto, e al massimo può capitare di incrociare uno sguardo in qualche locale sempre che sfugga agli onnipresenti display, ma non credo che la disponibilità di tecnologie di "socializzazione" fagociti ogni altra cosa. Non solo nella mia esperienza, ci sono strumenti di questo tipo che permettono e hanno permesso a tanti di conoscersi, come poi si declini questa conoscenza mi sembra che vada ben al di là del mezzo con cui inizia. Forse cambiano le età in cui certe cose accadono, o in cui si sente l'esigenza di una relazione stabile (se anche), ma è anche comprensibile vista l'estensione delle "nuove opportunità" che si palesano. Oggi si è in continuo contatto con un numero di persone molto elevato, ci vogliono anni in più, probabilmente, per capire che le buone relazioni (amicizie o altro) non possono che essere pochissime e che tutto il resto è un accessorio identitario. Non è cambiata peraltro la frequentazione per interesse professionale, che costituisce l'infrastruttura della vita sociale di tantissimi. Ma che in quest'epoca non si sviluppino rapporti importanti questo è contrario alle esperienze mie e di chi conosco, bisognerebbe studiarsi delle statistiche (se esistono). Per quanto riguarda i gay il discorso è vastissimo, comprende tutto quello che va dai diritti un tempo negati e oggi parzialmente riconosciuti al peso sociale per una coppia del mancato riconoscimento sociale, cosa che sfugge alle norme e rientra nel costume pubblico, ma è un discorso veramente amplissimo e complicato che forse ci porterebbe fuori strada. Io però, passando all'ultima cosa che dicevamo, non volevo dire che una società che accetti il nudo come fatto della vita e non condizione metafisica dello scandalo sia una società evoluta in sé. Volevo solo dire che se mai accadesse qualcosa del genere vorrebbe dire che si sarebbe in quel caso cittadini di un paese in grado di evolvere. E lo dico perché tutto - dalla cultura alla politica alla rappresentazione di sé attraverso i social - tutto fa pensare che se ci stiamo muovendo in qualche direzione questa non è quella della consapevolezza di sé. Detto questo, come forse intendevi tu parlando dei corsi e ricorsi, sono convinto che ad uno squilibrio così imponente come quello contemporaneo, dove le identità sono tritate dalla rappresentazione, non possa che contrapporsi in un tempo e in un modo oggi indefinibili una forza riequilibrante. La speranza è che non sia foriera di ulteriore sofferenza.
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26/09/2016 16:52
Secondo voi chi è il responsabile dello sviluppo di coscienza sociale: il singolo cittadino; Il gruppo sociale; la politica; le lobbies; la massoneria; i think tank; i media (cinema, arte, editoria); o avete della tre idee?
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26/09/2016 19:22
Umm un insieme di tutte queste cose ma forse più di tutto la famiglia e la scuola? Però bisognerebbe mettersi d'accordo su cosa sia la coscienza sociale. Io per esempio la vedrei come quella cosa che uno sviluppa come parte di un organizzazione sociale.
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26/09/2016 21:35
Coscienza sociale. Cosa è in primo luogo? Cosa intendiamo quando identifichiamo qualcosa con questi termini? Esempi? Prima direi che ci vuole chiarezza su questi termini, poi si può analizzare chi ne causa, in bene o in male.
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