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Zeno ha scritto:
Bella questa intervista Emanuele si vede che son riflessioni ben ponderate nel corso di anni di vita nudista.
Però un passaggio mi lascia un po' perplesso se posso citarti;
Richiesta? No, non richiesta, solo atteggiamento: quando i nudisti la smetteranno di ritenersi vittime della società tessile ma capiranno d’essere vittime solo di sé stessi, ovvero quando i nudisti italiani la smetteranno di considerare il nudo fattibile solo in limitati e determinati momenti e spazi, di nascondersi, di sottomettersi, di auto censurarsi, di propagandare un rispetto sballato (unilaterale: se ti dà fastidio io sto vestito; se arrivano persone vestite io devo rivestirmi; e via dicendo).
Praticamente come si traduce questo consiglio? Te sei un alpinista e non so quante persone incontri in media sui sentieri mentre vai nudo, però andare in una spiaggia tessile o in un parco pubblico e stare nudo per non autocensurarsi la vedo azione rischiosa ...o per gente facoltosa !
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Intanto ancora complimenti Emanuele.
Beh Zeno, direi che anche io sono sulla tua stessa lunghezza d'onda (pur continuando a ritenere encomiabile e soprattutto utilissima, la battaglia di Cinelli).
Il fatto è che essere nudisti in quanto tali non significa essere usciti tutti dalla macchina stampigliatrice.
In Italia ci sono milioni di appassionati di calcio ma tra questi ci son coloro che non si perdono una partita in tv, chi segue solo la nazionale, chi tifa per questa o quell'altra squadra, chi va allo stadio, chi è convinto che la "innominabile" non sia mai retrocessa in B per frodi calcistiche [;)], chi si porta la radiolina dietro anche se sta andando in chiesa per il matrimonio del suo migliore amico, chi...ecc ecc.