Oggi è la Gionata mondiale del naturismo. Curioso come coincida con la prima domenica dalla fine del blocco covid e che ci è possibile andare al mare. Nessuno l’ha detto, comunicato, notificato, eppure rappresenta una data importante per tutti noi, un giorno in cui festeggiamo e rivendichiamo il diritto di esistere.
Siamo a giugno, mese notoriamente e usualmente dedicato ad Gay Pride, in memoria dei moti di Stonewall, dove la polizia americana attaccò un locale gay, e scatenando la protesta sul diritto di vivere le proprie libertà senza venir oppressi dagli altri. E da allora ogni anno in molte città del mondo ancora si ricordano questi eventi, per chiedere la libertà di vivere come tutti da parte del mondo LGBT. Quest’anno a causa corona i Pride son stati sospesi, ma ciò non significa che non sia giusto ricordarlo.
Manifestazioni sospese… e mezzo mondo, dall’America all’Asia passando per l’Europa, una marea di persone scende in piazza ormai dal 25 maggio, al grido di
“ I can not breathe”, il grido, meglio dire il rantolo, pronunciato da George Floyd mentre, dopo essere stato arrestato e messo a terra dalla polizia, è stato soffocato con un ginocchio per quasi nove minuti provocandone la morte.
Che il nero fosse colpevole, forse, non giustifica la immediata condanna a morte esercitata dalla polizia.
E si scopre che non solo il 3 marzo era successa una cosa identica, con tanto di morte sul posto, ma che la violenza messa in atto dalla polizia statunitense è un qualcosa di quotidiano.
In molte parti del mondo la gente sta scendendo in piazza, chi per chiedere una polizia più umana, chi per far cessare il razzismo, chi per far finire ogni forma di violazioni delle libertà umane. Mai il mondo è stato più unito tutto insieme come in questa occasione.
Lascio a voi i commenti, ma per me è un forte segnale proveniente dalla piazza, che tutta insieme sta urlando “mai più odio, mai più divisioni, mai più A meglio di B”