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Mauroverona ha scritto:
Concordo al 100% con il commento qui sopra, stavolta mi sono trattenuto dal pianto..... Ma commosso, si.
Devo dire che tra i tre film postati qui nel Forum, uno è diverso dall'altro, ognuno con la sua storia, quello della fattoria, per me un po' meno interessante....
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Quello è un film tipo l’albero degli zoccoli. Un film praticamente muto, dove l’unica frase è detta in bergamasco stretto quindi incapibile.
Devi entrare nella vita contadina, devi capire l’attitudine al silenzio e alla fatica continua è immensa, all’incertezza di tutto perché tutto è legato alla natura e agli eventi.
Una vita così vissuta crea senso di possesso, ampiamente spiegata all’inizio film e, rispetto a certe sessualità, c’è una normale avversione, praticata dagli stessi attori.
Qui si legge invece un crescendo in cui i due cominciano a stimarsi, dove le conoscenze dell’uno si fondono con quelle dell’altro, inizia un processo di fiducia reciproco che sbotterà quando i nodi si stringono.
L’assenza del ragazzo fa si che il nostro giovane capisca che gli manca, non solo per la fattoria, ma perché completa il rinnovamento della sua vita e della sua famiglia.
Pure la nonna, seppur si angustia al momento della cosa, capisce che la felicità del giovane non potrebbe avere nessun’altra possibilità, e accetta al punto di sollecitare una soluzione positiva.
Poi vi avevo suggerito di ascoltare i riferimenti sui recinti. Li hai capiti?