Apri un capitolo diverso e ben complicato, che doveva seguire tutto un altro iter, bloccato da molti comuni, derubato è abusato da troppa mancanza di burocrazia, ma soprattutto senza seguito nel suo iter.
Nato male? Forse. Migliorabile? Sicuramente. Affossabile? Ma anche no.
Provo a spiegare come la vedo.
Innanzi tutto la storia. Una volta c’era il sussidio di disoccupazione. Maree di stranieri che venivano per pochi soldi nella stagione estiva, e poi tornavano a lavorare a casa loro, percependo tout court 600€ al mese, indipendentemente da altre fonti di reddito.
Studiano un sistema legato in primis al proprio reddito, insomma quantificando la povertà effettiva. Chi non ha altro prende tutto, chi ha altro prende meno in proporzione. Ho visto reddito anche da pochi euro, e come base mi sembra più logica.
Autocertificazioni. Per semplificare troppo, si è arrivati al punto dolente: molti han dichiarato il falso confidando in uno stato che controlla solo chi già paga, e per fortuna li stanno scovando.
Centri per l’impiego. Dovevano decollare, dovevano radunare tutte le richieste di lavoro, proporle, una prima volta vicino, una seconda più lontana, una terza più lontana ancora e poi, al terzo rifiuto, il reddito veniva tolto.
Il problema? Moltissimi imprenditori preferiscono contratti in nero, e lo abbiamo visto quest’estate col settore ristorantizio alberghiero. Offrono contratti da 4 ore a 1-2 €, e ne pretendono 12/15 di lavoro, senza straordinario. Se li prendono attraverso i centri, devono dare gli stipendi sindacali, quindi praticamente nessuno offre lavoro. Poi i comuni, soprattutto quelli collusi, che hanno ostacolato anche l’impianto dei suddetti centri.
Inutile dire che con tutti che remano contro, ovvio che il sistema non abbia funzionato. Ma modificarlo ci vuol nulla.
Io invece impedirei i contratti liberi, per lo meno per certe tipologie lavorative, facendoli passare tutti attraverso i centri. Le dichiarazioni devono essere corredate di certificati vari necessari, per le autocertificazioni su queste cose non siamo ancora pronti. Troppo legati al mito: se frego lo stato sono un grande. È davvero dopo le tre proposte, in caso di rifiuto ulteriore, davvero chiuderei la bottega. Poi si che la cosa funziona.
Togliere solo l’IVA ai bassi redditi? Si, gli dai un 18% medio di possibilità di acquisto in più, ma come fai a vedere quando questo diritto decade, e poi, davvero un 18% basta a risolvere il problema disoccupazione?
La vedo molto dura. Parere mio, non sono economista, ragiono sui numeri e basta.
E poi… l’Italia è fondata su quasi tutto, (ho detto quasi) in modo che paghi in base a quanto hai. Perché chi ha soldi da buttare dalla finestra, dovrebbe essere agevolato su una cosa che devono poi pagare tutti in altri modi, su generi seppur indispensabili, ma non davvero per tutti?
Maremma se la signora tizia con 3 milioni al mese di assegni di mantenimento, ma ti pare che deve aver lo sconto che poi paghiamo tutti, come la disoccupata, o la persona anziana con la minima?
No cioè, ragioniamoci.
E poi di cosa parliamo?
Una qualsiasi signora compra uno due pacchi al mese di una merce che costa mediamente 3 €. Cioè per 3/6 € al mese (iva 1,36€) è davvero necessario tutto sto casino? Poi vanno al bar e fan colazione a 4€ a mattina, o si fumano un pacco di sigarette da 6€ al giorno.
Cioè, non so, battagliamo per togliere tutte le tasse e accise varie dalle bollette, non queste cagate. Sbaglio?