Ti rispondo con qualche puntino sulle i, come si dice, giusto per mettere le cose nel loro ordine. Diciamo che sabato ci sono stati tre interventi, di cui sicuramente due erano fuori luogo, per tema e per toni. “Anita” (nel senso di nick moderativo di questa sezione) si è auto consultata e ha deciso in autonomia come previsto dalle regole, di eliminare tutto e ritornare al ‘normale”. (Come puoi vedere da nota automatica in calce ai post) La staff, presa coscienza dell’accaduto, ha chiesto info, e senza scendere nella questione di merito come sito, ha ritenuto che si, una certa tipologia di argomento, non riguardasse la “filosofia” generale, quindi discutibile, ma precise azioni “gestionali” di cui ben pochi sanno le verità recondite, e in qualche modo si è superato il limite del discutibile in casa altrui (la nostra) così come il limite delle “spiegazioni”, che non erano apparse congrue. Parafrasando come se uno avesse un problema con qualcosa che noi decidiamo, ma invece di chiedercelo qui, andasse a litigare su un altro forum (per correttezza ti dirò che questa cosa ci è successa anni fa, dove un carissimo amico si era incazzato di qualcosa, e andò sparlando sul forum di clunaturismo, ormai chiuso. La conseguenza fu la sospensione dell’utente, fatta pensa te, mentre gli stavo parlando al telefono spiegando la caxxata fatta. Ndr: utente poi reintegrato e oggi uno dei più stimati. Questo per dire che questo tipo di pensiero sull’agire non ci è nuovo, ma fa parte del nostro standard e delle netiquette di internet). La storia di UNI, di FENAIT, di allora, rappresenta una cosa diversa. Per più motivi: A- come richiesto in questo caso, erano argomenti generali sulla filosofia naturista imposta B- i casi specifici riportati erano tutti direttamente riguardanti noi stessi; non mi pare sia stato mai detto nulla su scelte specifiche fatte verso altri utenti o associazioni C- sai benissimo che non c’era possibilità di colloquio diverso, non avendo loro un forum di discussione, e che a mail private davano risposte diverse, intercalandosi tra loro e rispondendo entrambi, uno a cuori e uno a picche. L’unico contatto a viso (avvenuto a Milano in sede Anita) ottenne come risultato solo di rivelare la natura misogina degli attori, togliendo spazio e fiato ad altre argomentazioni (ricordi ancora quella volta vero?) Gli altri tentativi di contatto furono quando scrissi contro il loro pensiero nazifasciata su infonaturista,l (questione Modulo), e fosti proprio te a chiamarmi assieme a marcolino, per dirmi dell’articolo di risposta. Non parliamo poi dei vari interventi ai convegni del presidente direttamente esplicitati contro di noi e in che termini, che ci dava legittimazione di sputtanarlo a nostra volta su ogni fonte possibile. (Se mi attacchi, mi difendo e attacco pure io). Parafrasando ancora, se fai il putin della situazione, non sto zitto e alle regole, ma rispondo e cerco di non esser sopraffatto. Concludendo: c’è una critica generale verso un atteggiamento assunto? Beh penso che si possa porre la domanda, o meglio si possa esprimere una legittima critica verso un tipo di scelta. C’è una questione in merito ad una azione specifica? Non ritengo sia questa la sede dove porre il proprio quesito, ne sia corretto pretendere una spiegazione pubblica e “fuori sede” di una decisione del consiglio. Facendo un esempio di mxxx, sarebbe la differenza tra criticare una decisione governativa, e discuterne assieme, e il chiedere che un ministro venga qui a dare conto di una singola decisione politica, e incazzarsi se questo.non vien qui a dare spiegazioni. Se riguardi anche ciò che è stato fatto con altre associazioni, le critiche uscite negli anni, erano sempre rivolte ad atteggiamenti generali, non mi pare siano mai stati fatti richiami specifici ad argomenti e persone specifiche, a meno di uno scambio diretto con gli interlocutori. Credo che mi sia spiegato e che siamo sulla stessa linea.