Caro Max, a mio parere, finalmente, qualcosa si sta muovendo, alcune Federazioni (Francese, Britannica, Spagnola, Slovena, Serba, Italiana, Belga, Asiatiche e Sud Americane) stanno portando idee e progetti nuovi che andrebbero a "svecchiare" e a dare nuovo slancio ad un naturismo più "moderno" più "libero" e sempre meno legato alle strutture commerciali (anche se naturalmente si dovrà continuare a tenere conto che esistono e che hanno una loro importanza).
Questo processo di rinnovamento, iniziato l'anno scorso, sta proseguendo ma dobbiamo essere coscienti che non sarà ne facile ne veloce ne "indolore"; ci saranno resistenze e "arroccamenti" ma sarà inevitabile se si vuole dare una svolta al movimento naturista internazionale; non si tratta di rinnegare i"grandi padri" del naturismo del secolo scorso ma di capire che il mondo, la società, il modo di praticare e promuovere il naturismo è cambiato.
Io sono fiducioso, so che non sarà domani ma che sarà [;)].
P.S.: non so se sia corretto parlare qui del commento di Fidenzio (pubblicato su un altro social); mi limito a dire che condivido alcune osservazioni e altre no.
Sulla questione specifica da te citata (agire sul Parlamento europeo) mi risulta che alcune Federazioni (Spagna e Olanda) abbiano intenzione di porla all'attenzione dell'INF/FNI; a tal proposito, sul numero di giugno di Focus (la rivista dell'INF/FNI) ho letto un interessante articolo di un Olandese in cui si accennava anche a questo.
Purtroppo, anche per colpa della precedente direzione di FENAIT (leggi presidenza Ribolzi) e, ancora adesso, delle associazioni italiane che spesso guardano solo al loro "orto", poco si sa di quello che succede fuori dall'Italia (anche se la nuova dirigenza FENAIT informa puntualmente le Associazioni sugli eventi, incontri, congressi, etc e invia il Focus INF/FNI da qualche mese anche tradotto in italiano).
Francesco