Parlo per esperienza personale: quando ero bambino ero abituato a vedere i miei nudi e a fare il bagno con mio fratello, la psicosi del mostrare la propria nudità è nata alle scuole medie, una volta uscito dalla purezza dei fanciulli ed entrato nel mondo sudicio degli adulti. Educazione sessuale me l'ha fatta una suora che diceva che la masturbazione era peccato (non avevo capito cosa fosse, meno male, così ho continuato a praticarla senza sensi di colpa), se le cose stanno così è ovvio che un ragazzino assorba le cose negative e viva il propro corpo come qualcosa di sporco. Verso i sedici anni ho comiciato ad imparare a non vergognarmi più perchè in camera non avevo la porta e mi sembrava stupido chiudermi in bagno anche solo per cambiarmi, poi quando ho comiciato ad accettare e capire il mio corpo ed andare in campagna a prendere il sole.
Purtroppo il peso più grande di un ragazzino sono proprio le denigrazioni e i calci in culo dei compagni di classe, una grossa percentuale si adegua alla melma, alcune persone dopo anni di sforzi riescono a sviluppare un proprio pensiero. Se un bambino è già entrato in questo giro, vedrà la proposta dei genitori di fare una vacanza naturista come un'occasione di derisione da parte dei compagni (non è colpa loro, hanno assorbito le paure dei gentitori).
Per quanto riguarda quella maestra che non si è scandalizzata per il disegno "nudista" del bambino, la trovo raramente intelligente, a molti insegnanti fa troppo comodo lo studente uniformato, che disegna i cavalli, casette, le persone con la camicia. Se un bambino disegna un mostro o una guerra viene considerato malato, malato come uno che disegna le persone col "pisello di fuori".
Ora lancio un sasso. Perché un genitore si fa problemi a portare il figlio in un villaggio naturista, mentre milioni di genitori obbligano i propri figli a battezzarsi, quindi ad essere "tesserati" nella Chiesa Cattolica per tutta la vita?