Codice dei Comuni d'Italia
Il presente Codice è stato istituito allo scopo di rendere possibile l'espressione in forma
abbreviata delle denominazioni dei Comuni d'Italia, da poter inserire nella produzione del
codice fiscale per le persone fisiche.
Si è dovuto innanzitutto considerare la necessità che nel presente Codice figurassero elencati,
oltre ai comuni ora esistenti, anche tutti i comuni esistiti in Italia dall'epoca della formazione
dello Stato unitario ed attualmente soppressi o non facenti più parte del territorio nazionale, in
modo da consentire l'istituzione della sigla statistica anche per quei cittadini che siano nati
appunto in detti comuni.
Inoltre, allo scopo di evitare che nelle sigle statistiche di cittadini nati nello stesso luogo
figurasse un codice diverso, occorreva far sì che il codice di ciascun comune possedesse un
elevato grado di invariabilità rispetto alle modifiche di ordine toponomastico e giurisdizionale
che così frequentemente si vanno a registrare.
Tale accennata esigenza è stata soddisfatta attribuendo a ciascun comune il medesimo codice,
anche quando il comune abbia subito nel tempo cambiamenti nella sua denominazione o sia
passato da una provincia ad un'altra.
Vi era infine da considerare la pur rilevante necessità di contenere nel minor numero possibile
di caratteri il codice di ciascun comune, al fine di poter ridurre così l'impegno delle memorie
elaborative e di archiviazione. E a ciò si è pervenuti utilizzando codici di soli quattro caratteri, il
primo dei quali alfabetico e gli altri tre numerici.
In funzione di quanto dinanzi illustrato, il codice contiene l'elenco di tutte le denominazioni via
via assunte nel tempo dai comuni, comunque compresi entro il territorio nazionale, dal 1861
ad oggi.
Tali denominazioni sono elencate - in rigoroso ordine alfabetico - nella colonna Comune. Si
deve avvertire, a tale riguardo, che per i comuni con denominazione bilingue appare esposta
per prima la denominazione in lingua italiana - cui ci si è riferiti per l'ordinamento alfabetico
- seguita da quella in lingua non italiana, separata dal segno di *.
In corrispondenza di ciascuna denominazione sono indicati, rispettivamente, nella colonna
Prov. la provincia di appartenenza e nella colonna Codice il relativo codice.
Per quanto attiene alle provincie tuttora vigenti, va tenuto presente che esse appaiono
contraddistinte dalle rispettive sigle automobilistiche, con la sola eccezione per la provincia di
Roma che è contrassegnata dalla sigla RM.
Occorre poi precisare che per le ex provincie di Fiume, Pola e Zara, il cui territorio è stato
interamente ceduto a quella che allora era la Jugoslavia in seguito al trattato di pace, si sono
utilizzate rispettivamente le sigle FM, PL e ZA.
Nelle precedenti pubblicazioni la provincia di Pola era riportata con la sigla PO, che è stato
necessario modificare in PL a causa dell'istituzione della provincia di Prato alla quale è stata
assegnata la sigla PO stessa.
Quindi, per i codici fiscali attribuiti prima dell'istituzione della provincia di Prato, la sigla PO
identificherà la provincia di Pola, le attribuzioni di nuovi codici fiscali o le richieste di duplicati
terranno conto della nuova situazione.
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Fonte:
http://www.agenziaterritorio.it/
Risolto il dilemma [;)]