I nudisti conquistano le rive dell'Orco
Sul greto del fiume resiste una piccola colonia di naturisti. La maggior parte sono uomini, un poì più in là ci sono anche bagnanti in costume
di Sarah Martinenghi
Si sentono protetti sotto il ponte dell´autostrada Torino Milano. Le macchine in alto sfrecciano veloci ed è difficile accorgersi di loro, nudi sotto il sole, sdraiati sulla riva del fiume Orco. Raggiungerli del resto è quasi impossibile se non ti ci portano: qui ci arrivi con il passaparola, infilandoti in una stradina dietro la ferrovia, che si imbocca dalla statale 11 tra Brandizzo e Chivasso, a pochi metri da una grande concessionaria di auto. Sono quasi tutti uomini, e praticano il nudismo senza imbarazzo, cogliendo l´occasione anche per conoscersi fra di loro, oltre che per abbronzarsi e rinfrescarsi con un bagno nel fiume.
A poche centinaia di metri da lì, sotto un altro ponte, quello della statale, ci sono "gli altri", quelli con il costume, le famiglie con bambini, i torinesi che non possono permettersi le vacanze al mare. E capita ogni tanto che qualche genitore per sfuggire alla calca si sposti un po´ più in qua, o qualche nudista si sposti un po´ in là. Ma i due gruppi in genere non entrano mai in contatto: convivono pacificamente, spartendosi il territorio e le curve dell´Orco. Due realtà diverse, unite soltanto dallo stesso paesaggio, ma che si bagnano nello stesso fiume.
Nel parcheggio dei nudisti sotto il ponte dell´A4, di sabato pomeriggio, ci saranno oltre una trentina di macchine. Dalle Mercedes alle Punto, alla Smart versione Roadster. Scendono uomini, ragazzi, e pensionati. Ci sono coppie che si scelgono l´ansa più appartata, percorrendo il greto del fiume, e in qualche caso attraversandolo a piedi, per rimanere isolati. C´è invece chi fa pochi passi e si sdraia su un masso, a prendere il sole che filtra fra il cemento dei ponti. E c´è chi è più attrezzato: si porta il lettino e l´ombrellone, la borsa frigo, e qui ci passa l´intera giornata. Un barbecue alle quattro fuma ancora gli avanzi di carne bruciata. Ognuno qui ha il suo asciugamano, e rimane in libertà a leggere il giornale magari con soltanto gli occhiali da sole. Intorno al fiume, su entrambe le sponde, la vegetazione è fitta e offre posti riparati agli sguardi, dove qualcuno spesso si nasconde per avere momenti privati.
Un pusher marocchino, in bicicletta, intanto percorre su e giù la strada asfaltata che riporta alla statale, dove ogni tanto qualche macchina si ferma e lo aspetta. C´è silenzio però tra i nudisti, è gente tranquilla, a loro basta uno sguardo per capirsi, alzarsi e appartarsi. Le voci degli altri, dei bambini che giocano nell´acqua e si tuffano dai sassi, o delle signore che chiacchierano con l´amica del cuore, da qui sono troppo lontane. In mezzo c´è l´acqua: ognuno sente solo il rumore della propria corrente.
(12 agosto 2008)
fonte:
http://torino.repubblica.it/dettaglio/articolo/1500602
*****(batto direttamente gli*così anticipo il software[:D])non bastavano gli scambisti adesso ci mettono pure il pusher[:49]