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Marcolino ha scritto:
| albert ha scritto:
| | Marcolino ha scritto:
Ma se davvero passasse questa legge regionale in Piemonte la Ciurma di Vizzola si trasferirebbe sull'altra sponda del fiume??? ... certo che guadare il Ticino non e' proprio raccomandabile pero' |
Ma se in compagnia del Capitano l'abbiamo traversato a nuoto decine di volte ...
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Ma che c'entra, in quel punto non potremmo metterci, non c'e' spazio e non c'e' un accesso in acqua decente.. due o trecento metri prima, nella zona dove si era arenato l'albero colpito dal fulmine, di fronte c'e' un bello spiaggione (ciotoli, non sabbia pero') che farebbe al caso nostro[;)].. ma li' non e' per nulla semplice guadare.
Va be' pero' ora chiudiamo l' OT perche' tanto mi sa che non se ne fara' nulla per anni, stiam solo sognando ad occhi aperti[:o)].
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No raga, il pericolo è che se dovesse passare la legge in questione le sentenze della cassazione non credo sarebbero applicabili. Ovvero se lo spazio non è AUTORIZZATO non ci si può andare. [V]
Per questo non sapevo (e non so) se essere felice o meno [8)] (pur conservando un giudizio complessivamente positivo sulla norma, fosse anche solo perchè è stata portata avanti e se ne sta discutendo, come diceva itaindo).
Spiego con altre parole. Temo che nonostante la legge in questione preveda e incentivi economicamente la creazione di spazi naturisti sia in ambito pubblico che privato, quelli in ambito pubblico non ci saranno perchè 'politicamente' scomodi. La regolamentazione inoltre impedirebbe di continuare a frequentare quei pochi, pochissimi spazi spesso imboscatissimi che ci siamo ritagliati attraverso la norma della consuetudine. Esemplificando, se per assurdo Vizzola si trovasse in territorio piemontese, lo si potrebbe continuare a frequentare SOLO DOPO che un soggetto (tipicamente un'associazione naturista) ha segnalo al comune di Vizzola la presenza dell'area, il comune ne riconosce i requisiti (magari solo dopo l'avvallo di altri enti competenti sul territorio, ovvero il Parco del Ticino - che è interregionale, quindi ancora più incasinato) e concede l'autorizzazione. Un soggetto (il comune stesso? il Parco? l'associazione naturista?) dovrebbe poi mettere appositi cartelli (credo che non sarebbero necessarie siepi, se ho ben inteso la legge) e in qualche modo (credo) vigilare sulla frequentazione del luogo (altrimenti si traformerebbe come sappiamo in qualcosa che con il naturismo non ha nulla a che fare, e quindi l'autorizzazione verrebbe revocata).
Tutto questo mi ricorda un po' quanto sta avvenendo a Dante ... [}:)]
NB: tutte supposizioni le mie, ma credo sia chiaro che con questo approccio tutti gli oneri di carattere organizzativo e di vigilanza sarebbero a carico del soggetto interessato all'autorizzazione dello spazio naturista. [:(!] Molto facile quindi trovare cavilli, impedimenti, ostruzioni ... Mentre è difficile che qualcuno si prenda la briga di fare tutto questo per uno spazio pubblico, spesso imboscato/difficilmente raggiungibile.
Per questo ritengo più giusto e sicuro l'approccio inverso. Bisogna indicare dove il naturismo NON è permesso (e di spiagge in piemonte non ce ne sarebbero poi molte da adeguare), in tutte le altre aree è permesso o per definizione (come in Spagna e Danimarca), o perchè luogo 'adatto' (come in Germania e Olanda)... (
http://old.conacreis.it/html/ArcMagazineDet.asp?IDArt=212 credo riporti notizie attendibili).