Difendo la figura istituzionale delle Associazioni (in senso lato) non i loro Presidenti o le loro idee attuali.
Faccio parte di Associazioni (e lavoro con e per loro: Club Alpino Italiano, Federazione Sci, Federazione di Pesca, Sub Club, Associazioni e Scuole di Alpinismo) fin da quando avevo 3 anni e ora ne ho 53, conosco bene come funzionano le cose!
Poco importa quello che fanno o non fanno, conta solo il fatto che le Associazioni hanno un ruolo istituzionale ineluttabile e inderogabile: sono l'unico modo per dialogare con le istituzioni (invero questo ruolo spetterebbe alle Federazioni, stimolate e sostenute dalle Associazioni; ma in mancanza di presenza da parte delle Federazioni vanno bene anche le Associazioni). Le Associazioni, quindi, servono, vanno difese e vanno stimolate a fare.
Renatò non è l'ANEI, Renato è il Presidente dell'ANEI, il Presidente di un'Associazione, qualunque Associazione, parla a nome della stessa solo quando riporta le decisioni del Direttivo, in tutti gli altri casi Renato è Renato. Il problema è caso mai diverso: (quasi) in nessuna associazione ci sono soci che si mettano veramente in gioco e cerchino di far cambiare le cose, si brontola ma poi ci si nasconde, si scappa quando ci sono le opportunità per fare qualcosa. I Presidenti si possono cambiare, I Direttivi si possono in parte o in toto rinnovare, le idee si possono far evolvere, ma per farlo bisogna essere soci e mettersi in gioco: le Associazioni sono i soci, sono quello che fanno i soci, solo quando i soci sono inermi diventano quello che fa il Presidente, diventano il Presidente.
Ecco, forse ci si iscrive nella speranza e nelk desiderio di far cambiare le cose. Iscriversi è l'unico modo per farlo; brontolare e non iscriversi serve solo a mantenere le cose come stanno, anzi no a peggiorarle!