Li conoscete? Sono quelli che affollano i forum di dettagliati resoconti sulle frequentazioni dei posti visitati, calcolando percentuali di affollamento suddivise per età, sesso, stato civile.
Traggono, da queste meticolose statistiche, conclusioni su quando, come e se convenga frequentare certi posti.
Il motivo di fondo è praticamente che, tra un posto dove si sta tutti nudi e un posto dove sono tutti vestiti, esiste una infinita varietà di situazioni; ecco, questi ragionieri analizzano dettagliatamente le variazioni possibili.
Avete presente i loro resoconti? Quelli che, se devono raccontare di una loro gita in un resort del Trentino, scrivono più o meno cosi:
“Nell’autogrill abbiamo potuto usufruire regolarmente dei servizi con la nudità richiesta, benché suddivisi per sesso. Di uso promiscuo erano solo quelli per disabili, ma non era chiaro se lì fosse consentito star nudi o se obbligavano all’uso del perizomino di carta”.
“Nel pullman c’erano un 30% di coppie e per il resto single con una netta predominanza di maschi. Ci avevano detto che era clothing optional ma quando siamo stati noi (forse perché era sabato pomeriggio?) c’erano solo tessili”.
“In funivia eravamo cinque coppie, tre singoli e un gruppo di amiche, tutti nella fascia di età 25-45”.
“In ascensore c’era un’altra coppia e poi solo single maschi, quindi mia moglie non si è sentita di spogliarsi e allora io non l’ho forzata. A un certo punto siamo rimasti soli e allora io ho dato l’esempio e ho potuto finalmente mettermi nudo, ma mia moglie non ha voluto seguirmi”.
Io suggerirei di prenderla un po’ più alla leggera, soprattutto di essere meno invasivi nelle indagini che riguardano gli altri frequentatori.