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| Messaggio di nudismonaturismo
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ora i primi quesiti che mi pongo sono: in quale senso bisogna muoversi per far sì che la società attuale finisca con l'accettare lo stile di vita e le scelte di chi vorrebbe praticare con serenità e senza secondi fini? è pensabile che un giorno non lontano vi sia la reale possibilità per chiunque di praticare in centri e parchi o spiagge adibiti, senza necessariamente dover cambiare città o compagnie e senza turbare il pensiero di chi il nudo pubblico non lo accetta?
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Ho finalmente avuto tempo di leggere per bene e riflettere su ciò che hai postato. E ho visto le risposte di Emanuele che in pratica ti ha già risposto.
Le associazioni. Troppe, e spesso ancora disorganizzate. E soprattutto poco visibili, se non ai raduni, dove ci son gli stessi iscritti. Utili per gli iscritti, poco utili per i tessili (generalizzerò cosi il termine, epr intendere tutti coloro che son fuori del nudismo).
Guardando all'esperienza di associazioni estere, ci vorrebbe più partecipazione dei soci, che non dovrebbero limitarsi a chiedere il bollino per entrare nelle strutture, ma dovrebbero aiutare fattivamente, tutti, le stesse nello svolgere attività di "pubblicità" al nudismo.
I tessili. Siamo in un paese che mentalmente vede ancora il nudo come Satana in persona, vede i nudisti come gente perversa che si ritrova per trombeggiare allegramente tra loro. Difficile aprire mentalità. Per fortuna il nudo in genere è sempre più visibile, tra film, letterine, spettacoli vari. I giovani van sempre più spesso all'estero in posti tipo ibiza etc, in cui il nudo non è vergogna. Pian piano la mentalità si sta aprendo. Ma con le vecchie generazioni non sarà cosi facile spuntarla. Prima di avere una mentalità libera, credo che dovremo aspettare ancora una generazione, se non due. E non solo per il nudismo, ma per molte libertà moderne.
E intanto che facciamo? Dovremmo come dice Emanuele, non aver paura di noi stessi, tanto per cominciare, dire tranquillamente a quanta più gente possibile che siamo nudisti, che cosa vuol dire, spiegare il naturismo, spiegare che a noi non interessano piselli e piselle degli altri, che se uno è brutto, ciccione o cellulitica, non ce ne può fregare id meno, perchè si guarda all'animo delle persone e non ai loro attributi fisici. Poi aderire a tutto ciò che di nudismo parla, associazioni, gruppi di FB, raduni e chi più ne ha più ne metta. Poi possiamo scrivere a volontà ai giornali, soprattutto in occasione di eevnti in cui trascinano in mezzo il discorso naturismo. Posso dirti che l'anno scorso (scusate la ripetizione di ciò che ho già più volte scritto) io, il sito iNudisti, e Aner, siamo stati moltissime volte sui giornali sia locali (di Ravenna) che nazionali, e siamo finiti anche sul TG di Canale5. Tanto per citarti qualche testata: resto del carlino (quasi tutti i giorni per 3 mesi), corriere della sera, repubblica, donna moderna, airone, e altre che adesso no ricordo. Come abbiam fatto? semplice, Si scriveva un articolo e si inviava via email alla testata. Venivano i giornalisti in spiaggia (non so se hai saputo della questione probabile chiusura di Lido di Dante)e invece di nascondersi, siamo, sono andato bello nudo a parlare ocn loro, a farmi intervistare, a farmi fotografare, senza alcuna paura. Poi con le copie dei giornali, che tutti leggevano là, le ho anche riportate ai mei colleghi e gliele ho fatte leggere. Dapprima: ma te vai nudo in spiaggia? ma non ti vergogni? ma fare sesso?
Poi, pian piano, a furia di parlarne, spiegargli, adesso quasi quasi verrebbero a trovarmi in spiaggia.
Parlandone con gli amici li ho invogliati, li ho portati con me, e adesso abbiamo decine di nudisti in più.
Se vogliamo tutti possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo. Se ci sfoghiamo solo nei forum o siti appositi, non facciamo altro che pestarci i piedi tra noi. Dobbiamo deciderci a non aver paura prima noi stessi, poi parlarne con gli latri quanto più possibile. E' una brutta parola, ma se non facciamo "proselitismo", non ne usciremo mai. E per proselitismo, non intendo che tutti debbano divertar nudisti, ma che devono solamente capire e accettare la nostra scelta, fino a condividerci, anche se rimanessero tessili. Devono capire che se ci troviamo assieme in una spiaggia, in un parco cittadino, nessuno violenterà l'altro, che siamo li solo per prendere il sole o farsi un riposino o quant'altro.
Ma finchè il tessile vedrà ciò che è nascosto da un pezzetto di stoffa come sorgente di sesso e di perversione e non riuscirà a liberarsi da questo odioso connubio, noi continueremo a ripetere sempre le stesse cose, all'infinito