|
venus ha scritto:
Vista, e con sommo piacere hanno mostrato come anche a livello legale la semplice esposizione della nudità, senza che essa sia accompagnata da comportamenti "erotizzanti" o affini, non costituisce reato (atti osceni o contrari alla decenza), tanto più se la stessa avviene in un luogo privato, anche se esposto al pubblico, dove la visione attraverso le finestre avviene solo se cercata dall'osservatore. |
Condivido appieno il punto di vista esposto nella sentenza, la semplice esposizione della nudità (vedi ad esempio, il David di Michelangelo), non costituisce di per sé nulla di scandaloso o di offensivo. Ma se l'esposizione avviene nei balconi di casa o sul terrazzo? anche quello è da considerarsi come esposizione al pubblico o siamo "virtualmente" nell'ambito delle mura domestiche? Mi interessa anche a causa di un diverbio avuto con i miei dirimpettai, anch'essi parecchio scandalizzati dalla mia esposizione "pubblica" delle pubenda tra le mura domestiche (a dire il vero, [8D] sorpreso più volte a stendere il bucato in costume adamitico [:o)], lol).
|
|
Ha anche ribadito l'ormai nota tolleranza della pratica naturista dov'è abitualmente praticato dalla maggior parte delle persone.
Bravo Jean Pascal!
|
Esatto. Il nudo va contestualizzato, e questo è ovvio.
Anche i missionari gesuiti del XVII secolo ci erano arrivati, quando si ritrovarono a dover evangelizzare le popolazioni indigene dell'Amazzonia, chissà perchè ancora qualcuno si scandalizza...
Ciao.