Ma! Dubbio improvviso

Emanuele 29/07/2009 07:49 945 Visite
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30/07/2009 08:08
La maggior parte dei neofiti maschi, quando chiede in un forum come avvicinarsi al naturismo, pone sempre per primo il dubbio: " e se ho un'erezione?" Scoprire di non avere un'erezione stando stesi vicini o chiacchierando con una ragazza completamente nuda, potrebbe anche essere traumatico e spaventare. "E se poi non mi eccito più??" Motivo in più per cui scindo totalmente il nudismo dal mio erotismo. Come la cravatta in ufficio e la canottiera di Oronzo a casa..
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Emidio.B.
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30/07/2009 08:09
Emanuele scrive: “ma non è che chi è contrario al nudismo non lo faccia inconsciamente solo per esorcizzare la paura di non potersi più divertire con tali cose, la paura di dover rinunciare alla malizia, la paura di doverla smettere col gioco sessuale fuori dal contesto sessuale?" Può essere, però vorrei anche far notare come frequentemente chi si accinge a praticare il naturismo inizialmente abbia dei timori, degli imbarazzi, c'è il timore del confronto, dei giudizi, ecc.. Credo sia abbastanza normale ciò. Qualcuno questo timore lo supera velocemente, per qualcuno invece è una sfida da vincere con se stesso, in fondo nel naturismo vi è "anche" una componente erotica, e questo scatena meccanismi comportamentali che non per tutti sono uguali. Ricollegandomi al post di Emanuele direi; spogliarsi su una spiaggia per chi non è ancora naturista è una sfida immediata, mentre invece pubblicizzarsi su Facebook e quant'altro magari spingendosi anche fino al limite della pornografia è una sfida da poter metabolizzare nel tempo, dà cioè la possibilità di potersi mettere nella situazione di poter mediare ciò che avviene, potendosi prendere anche del tempo nel fare delle mosse. Su una spiaggia no, o ti spogli o non ti spogli, o sei naturista o non lo sei ecc.
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31/07/2009 12:31
Ragazzi, ma voi le leggete per intero le cose che uno scrive? [:D][:D] E fortuna che l'ho ribadito quasi subito dopo che avevo già visto non comprendere il mio post iniziale ... La domanda è rivolta ai tessili ed è stata, per l'appunto, da me pubblicata su Facebook, quello che chiedevo qui è, anzi sono due cose (che solo pochi hanno correttamente inteso): 1) pensate che il problema per un tessile possa effettivamente sussistere (e le uniche due risposte ottenute su FB me l'hanno confermato, come pure conferma grossa il fatto che solo in due abbiano risposto)? 2) ripensando a quando eravate tessili e, magari, anche voi contro il nudismo (presumo che qualcuno ce ne sia tra noi), analizzando con il senno di poi le motivazioni che adducevate per giustifificare la vostra contrarietà al nudismo, potrebbero ricadere nella questione che ho posto? Attenzione che l'aspetto più importante del tutto è la parola "inconsciamente". Comunque sono già andato oltre ed ho già pubblicato l'articolo completo, potete leggerlo qui http://www.emanuele-cinelli.it/pagine/chiacchiere/gioco.html
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31/07/2009 13:09
alessandro40 ha scritto:
personalmente il mio modo di essere nudista è lo stesso che se fossi tessile, voglio dire faccio le stesse medesime cose da nudo come se fossi vestito, e siccome io associo il nudismo al mare e alle saune, quello che faccio in quei posti lo farei con il costume, quindi prendo il sole , gioco, fumo, mangio, leggo, faccio il bagno , se c è da guardare la bellezza di una persona lo faccio ecc ecc non capisco perchè associ i tessili ad avversari, loro hanno il loro stile di vita, noi il ns , credo che i tessili siano tali solo perchè è convenzione vestirsi in spiaggia , o lungo un fiume
Accidenti Alessandro, quanto condivino..ancora una volta sono in perfetta sintonia con il tuo pensiero. PEr me nudismo è "naturalezza" in tutti i sensi possibili e immaginabili, quindi faccio esattamente le stesse cose che farei vestito, con in più quell'impagabile senso di libertà e "immersione" nella natura. E nei luoghi ove è consentito, poco mi preoccupo dei tessili che, a parte in Italia, ho sempre visto rispettare i nudisti in convivenza pacifica (birdwatchers con telefonini a fotografare insistentemente lo stesso paesaggio più e più volte esclusi). Cmq credo di capire cosa intendi Emanuele, con "esorcizzare la paura di non potersi più divertire con tali cose, la paura di dover rinunciare alla malizia, la paura di doverla smettere col gioco sessuale fuori dal contesto sessuale"...per qualcuno è così in effetti. Come se una cosa escludesse l'altra, vivendo in quelo che per me è il solito banale malinteso e pregiudizio: che vivendo nudi, il corpo diventi meno appetibile dal punto di vista della sessualità, come se non ci fossero diverse reazioni e contesti in relazione con tempi, luoghi, circostanze e persone differenti...Mah...E i pregiudizi comqunqu, in quanto tali e non basati su una reale analisi od osservazione dei fatti, sono spesso di provenienza inconscia, come fai notare.
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31/07/2009 15:17
Mha ragà, sotto altri aspetti questo discorso + o - l'abbiamao se non già fatto di sicuro è stato sfiorato. E allora parliamo di noi: che di sicuro non siamo nati ieri e non siamo dei santi ma, e a questo punto "dovete crederci" viviamo il nudo- naturismo con la massima sincerità, naturalezza e senza malignità assoluta. Crediamo in questa chiamiamola disciplina di vita, filosofia, stile o in altra maniera è per noi cmnq l'essenza quotidiana. Oramai e non da oggi il ns quotidiano (quello privato intendiamo) è interamente incentrato in quest'ottica. Perciò, trovandoci bene anzi benissimo in questo modello vita tutto ciò che vien detto per sminuire il suo significato a noi francamente non interessa anche perchè il tutto è riconducibile secondo noi a limiti mentali e/o culturali quindi è preferibile stare alla larga.
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31/07/2009 16:17
Ho letto per intero il tuo articolo, tra l'altro molto ben fatto, come il precedente. Mi sembra di capire che quindi avevo abbastanza capito quel che intendevi (oppure continuo a non capire niente [:D]). Io posso risponderti che l'unica motivazione che adducevo era che "mi vergognavo", perchè ero stato abituato dovermi vergognare se ero nudo, e se vedevo accidentalmente un'altra persona nuda (se capitava ero io in difetto nell'aver visto invece di girarmi subito dall'altra parte). Tutto qui. Penso anzi che se nella società di oggi, e nella vita di tutti i giorni, la malizia diffusa stia proprio nel cercar di vedere, spiare, immaginare la nudità altrui, quasi quasi il nudismo dovrebbe essere una cosa addirittura ricercata, per dar soddisfazione alla maliziosa ricerca. Subito dopo però potrebbe subentrare il senso di colpa nell'aver fatto qualcosa di moralmente discutibile e del quale doversi giustificare (vedere il nudo altrui), oltre allo scotto da pagare del doversi mostrare nudi (con la vergogna che ne consegue). Ecco che il divertimento sta allora nel continuare a sperare di vedere, ma non trovare mai la soddisfazione alla maliziosa voglia, e nel far questo, poterne sempre uscire incolpevoli.
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