Mi fa male, se devo essere sincero, leggere queste cose. Molto.
Alcuni di voi mi hanno chiesto, in privato, come mai i miei haiku fossero tutti pervasi da un senso di malinconia, tranne quello per cui ora vengo pure accusato di plagio. La risposta è semplice: perché vengono tutti da un periodo nero in cui sono passato neanche tanto tempo fa. E la cosa "divertente" è che proprio

(titolo che ho VOLUTAMENTE inserito in giapponese, perché se l'avessi scritto in italiano avrei dato troppi riferimenti a quello che mi è capitato) è l'haiku più devastante fra tutti. Quello che meglio esprime, in poche dannate righe, quello che mi porto (e porterò) dentro.
A costo di sembrare esagerato, non vi nascondo che il sospetto di aver rubato le parole altrui per esprimere ciò che sento, ed in seguito il deriderle, è stato un brutto colpo.
Se da un lato è segno di maturità non pretendere che gli altri capiscano - e credetemi, non lo pretendo -, dall'altro è segno di umana indole sentirsi feriti. Per questo motivo, ho deciso di cancellare tutti i miei haiku.