Certo Algol, ma non tutti sono come te e me.
E infatti è proprio di un'applicazione sbagliata della religione, come dici tu, che stiamo parlando.
Il cattolicesimo per secoli ha associato il sesso al peccato, e il nudo al sesso. Di conseguenza il nudo al peccato.
Per secoli il denudarsi è stato visto come peccato e perdizione, fino ad arrivare ad eccessi assurdi come l'evitare persino di lavarsi, perchè anche per lavarsi bisogna spogliarsi.
Tant'è che l'Europa Occidentale ha fatto i conti con disastrose epidemie favorite dalla pessima igiene, proprio mentre l'Europa Orientale, libera dal giogo della Chiesa oscurantista, se la spassava con i bagni turchi.
E in Italia, che il Vaticano ce l'ha proprio in casa, queste influenze si sono manifestate alla massima potenza.
Cosa voglio dire con questo elementare excursus storico? Che quando una determinata mentalità, sia essa giusta o sbagliata, si stratifica e si sedimenta nella morale comune per secoli e secoli, dopo non solo è difficile sradicarla, ma è anche difficile rendersi conto di esserne influenzati.
In parole povere ci sono milioni di persone che di fatto hanno un rapporto morboso e malato con il nudo, ma danno per scontato he ciò sia normale.
Parlo della ragazza che trova assurdo spogliarsi all'aria aperta, parlo di quelli che persino quando fanno l'amore con il proprio/a partner tengono su canotta e calzini, parlo di quello che andrebbe sulla spiaggia nudista per guardare le tette, è gente che se potesse si trapianterebbe i vestiti direttamente sulla pelle.
Eppure non se ne rendono minimamente conto, anzi, additano noi di essere malati.
Certo, io mi spoglio su una spiaggia isolata per prendere il sole e sono malato. Tu che vai sulla stessa spiaggia a vedere le tette e ad indurirti il bigolo sei normale. Come no.