Non capisco il timore di formulare giudizi motivati. Non capisco perché dovremmo sforzarci, anche in questa semi-seria ricerca lessicale, di eliminare ogni alone di giudizio.
E non capisco perché si debba tacciare di “moralismo” chi formuli dei giudizi (semmai, nudoboy, due parole di spiegazione non guasterebbero).
Il “moralismo” credo sia una degenerazione della “morale”, una deriva giustamente esecrata, poiché si attacca esclusivamente alle prescrizioni etiche, ai comportamenti, avendone smarrito il significato. Ma dove sarebbe in questo caso?
Stiamo cercando un termine identificativo per dei signori che associano biunivocamente il nudo al sesso (e, fin qui, sono affari loro) ma che hanno anche l’abitudine di venire a mettere in pratica le loro attività dove io sto nudo (e qui diventano affari miei), scambiando il mio stare nudo per disponibilità ad assistere o a partecipare alle loro attività: qui io non ci sto!
Mi sembra di un relativismo ributtante fingere di immedesimarsi nei tessili (passatemi il termine stavolta) e paragonare il nudismo o il naturismo alle attività sessuofobiche di costoro.