- Hai sentito anche tu, caro?
- Cosa, cara?
- Mi è parso come un lamento… quando ho affondato la bacchetta nel sushi…
- Sarà stata una tua impressione… certo, un po’ più di luce in questo locale potevano anche accendarla! Con tutto quello che costa!
- Poi, ad esser sincera, ‘sto sushi non mi sembra un granché: puzza di baccalà… di aringhe salate!
- Secondo me hai il piatto sporco! A me sembra più un sapore di sottobosco di castagne… e poi comunque non sono pulitissimi, anche a me sono capitati più volte dei peletti in bocca…
- Credo sia un’insalata locale. A me hanno servito questa specie di puntarelle; e poi – vedi? - anche gli orientali le condiscono come noi, con questa puzzolentissima pasta d’acciughe…
- Dovresti addolcirle con un po’ di burro. Fattelo portare!
- (arrossendo) Ma che dici? Mi hai preso per la Maria Schneider?
- Passami il macinapepe!
- Dici ‘sto bastone che è spuntato qua in mezzo? Ma prima non c’era! Chissà quando l’hanno portato!? Comunque… mmm… non si stacca!
- Ma che fai? Lo mordi? Ma che figure mi fai fare? Ora non posso neanche pagare più con la Diners o con l’AmericanExpress, se no risalgono subito al nome…
- Ecco! Lo senti? Di nuovo quella specie di lamento!