l'atto di stracciarsi le vesti era fatto per intendere il contagio del vestito portato con la bestialità appena subita, indi per liberarsi di roba ormai immonda dal peccato (tipo avesse il colera, insomma). E' sempre stato rappresentato come uno stracciarsi e gettare il mantello, la casacca, non si parla, e credo nessuno lo saprà mai, di nudità completa, che comunque non c'era, avendo loro sotto quei pastrani tipo mutande, fatti con telo rigirato su se stessi.
Il "caso" di S. Francesco di Assisi, non era per la nudità in se stessa, ma, data l'economia del tempo, e il fatto che la ricchezza di Pietro di Bernardone fosse cosi tanta da assimilarlo ai nobili, anzi a superarli in questa, pur essendo apparenente alla classe borghese (mercante di stoffe), il gesto di Francesco di rinuciare pubblicamente, nelle mani del vescovo, a tutte le sue ricchezze, per appartenere solo a Dio, restituendole al padre, fece non solo scalpore, ma gettò nel panico tutti i ricchi e nobili del piccolo comune Umbro. Tant'è che dopo poco, altri seguirono il suo pazzo esempio rinunciando alle proprie ricchezze, donando tutto ai poveri, e riunendosi a lui nella piccola chiesa diroccata di S. Damiano. La rinuncia allo stare bene, all'agio, alla ricchezza, era inconcepibile in quei tempi, e lo fu ancor di più da uno che fino allora era stato considerato il gaudente per eccellenza (per questo poi fu chiamato Gullare di Dio), colui che faceva festini tutte le sere pagando di tasca propria i conti anche ai nobili squattrinati suoi amici, da uno, borghese, che non ci penso due volte a farsi fare un'armatura per se e per i suoi amici per andare alle crociate, affrontando spese a dir poco pazzesche per quei tempi. Il fatto di rinunciare a tutto questo, se dapprima lo fece prendere per pazzo, poi gettò panico e guerriglie sociali nella nobiltà assisana, che come vedremo poi, si mise la lavoro per farlo passare per eretico, per screditarlo, cercando di riottenere credito presso i giovani nobili di Assisi. Ma ben due papi approvarono il suo modus vivendi e la sua regola, dapprima verbale e poi scritta, nonostante tutta l'opposizione che si era creata attorno.
La nudità in quel momento era il minore dei pensieri, anche perchè il solo gesto di rinuncia alle ricchezze gettò sicuramente più sconforto e paura di due chiappe nude e un pisello al vento, sempre ammesso che si liberò anche delle "putenda".