ho trovato questa cosa che ora condivido sulla wikipedia:
"La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi". (L'attimo fuggente) [:0]
che sembra ribadire il fatto che la nudità ottenuta dalla verità
è fondamentale, nel senso che, soprattutto, scopre e disvela le fondamenta,
o i piedi su cui reggono una costruzione o un corpo, prima ancora di tutto il resto.
E ora il dilemma, sempre dalla cara wiki:
"La bellezza è verità, la verità bellezza" – questo è tutto ciò che sapete sulla terra, e tutto ciò che vi occorre sapere. (John Keats)[:29]
molto seducente come concetto ma... ancora vero oggi come quando lo affermava Keats?!
è bello condividere la nudità e la verità nei pensieri tra amici e persone che si amano,
ma che dire delle nudità e delle verità ostiche, di cui pure abbondano
le cronache contemporanee?
c'è chi dice che la bellezza non sia nella nudità completa (che includerebbe
anche un'allegata endoscopia a ciò che si vede normalmente quando si tolgono i vestiti)
ma appena un grado sotto,
in modo che si lasci intatta la vetta e non si sviluppi il senso del possesso.
Un po' come fece Messner con la 14a vetta sopra gli 8000 metri: poiché
era una montagna sacra, si fermò alcuni metri più in basso...
(è quasi nuda anche l'umiltà)
ancora un'idea mi sfiora la mente:
"e se Baggio avesse sbagliato apposta, in maniera molto sorniona, il rigore contro
il Brasile che avrebbe potuto farci vincere il mundial? [;)]
chissà cosa ne pensate voi,
circa questi argomenti nudi...
[:I]