L'8 marzo è passato, posso tornare quello di prima...
[:D]
Da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna
(ma non è l'unico, in un altro forum ho messo una citazione, mi pare dal blog del Corriere, così vario un po')
"La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall'Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857,[3] mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.
Nonostante le ricerce effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni '70 e gli '80 abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.[4][5][6][7]"
Non voglio negare la triste condizione della donna in certe zone del mondo; a 8 Marzo passato vorrei però ricordare anche
la triste condizione di certi uomini nel mondo occidentale: racconterò un episodio a cui ho purtroppo dovuto assistere.
Un giorno un componente di una compagnia molto affiatata di cui facevo parte quando ero giov... ehm più giovane si sposò e andò a vivere con la sua nuova compagna; come capita in questi casi e come è giusto che sia, il tipo sparì dalla circolazione e tutti lo pensavamo intento in acrobazie notturne con la sua compagna di vita e di letto.
Un giorno lo rivedemmo in piazza con la sua dolce metà; egli si accostò a noi per fare quattro chiacchiere come eravamo soliti fare prima del luttuoso evento, e lei dopo meno di un minuto se ne uscì con una specie di latrato: "Andiamo?" Subito si alzò un coro di protesta: "Vai" "Vattene" "Se devi andare, vai" "Tu vai, lui resta qua" ecc.
Ma a quel punto quell'ex uomo libero, un bravo ragazzo che si era più volte ubriacato a feste e in discoteca, che aveva partecipato con profitto a pantagrueliche grigliate e cene luculliane, che aveva condiviso con soddisfazione scherzi memorabili ed il cazzeggio ai bar della piazza ci disse: "Eh, devo andare..."
Che triste ricordo!
Quando fate gli auguri alle donne, pensate anche a quegli uomini che pur avendo i testicoli non hanno le p@lle, probabilmente più prigionieri di se stessi che di altro, ma della cui debolezza talvolta un'arpia si approfitta...