Ma ancora più comica è la vicenda che ieri ha avuto come teatro una sala del mitico MoMa di New York, dove in questi giorni va in scena la retrospettiva dedicata alla serba Marina Abramovic. Una delle sue performance è composta da 8 persone nude, 38 tra uomini e donne che si alternano a turno, fermi immobili, in silenzio all’interno del museo. C’è chi sta in piedi l’uno davanti all’altro, chi è legato a una croce e chi semplicemente sta inerte a farsi ammirare. Dopo che alcuni visitatori si erano spinti un po’ troppo in là con i modelli scelti dalla Abramovic (strusciamenti troppo ravvicinati, mani morte e commenti spinti), è arrivata la risposta dei giovani «nudisti». Risposta rigorosamente «non verbale». Cioè? Uno dei modelli, complice le carezze di qualche avvenente visitatrice, ha avuto una erezione. Quando si dice, la dura legge dell’arte. Ma quelli del MoMa, inflessibili, hanno cacciato il giovane colto in flagranza di eccitazione. Protagonista della disavventura (?) Will Rawls, un ballerino assunto dalla Abramovic per interpretare «Imponderabilia», una performance del 1977 in cui due modelli nudi si fronteggiano in un passaggio da una galleria all’altra della mostra. I visitatori possono muoversi attraverso lo spazio tra i due, il più delle volte mostrando imbarazzo: ma non è stato affatto imbarazzato un uomo di mezza età che un paio di settimane fa ha allungato la mano «affondandola nella natica del ballerino» (entra - forse anche troppo - nei dettagli il New York Times).
«Siamo ben consapevoli delle sfide poste dall’aver performer nudi nelle sale», ha ammesso imbarazzato il direttore del MoMa. Le sale del museo di Manhattan sono da fine marzo affollate come una metropolitana all’ora di punta. Metropolitana completa di individui che hanno allungato le mani sui modelli nudi che replicano alcune celebri performance della «madre della Body Art» e del suo ex partner, l’artista tedesco Ulay. «So di tre casi in cui qualcuno è stato fatto allontanare per contatti indecenti», ha detto Gary Lai, uno degli attori ingaggiati per la rassegna intitolata «L’Artista è Presente» che prende il nome dall’ultima performance di Marina: seduta in posizione ieratica per ore di seguito nell’atrio del museo interagendo in silenzio con un visitatore alla volta. L’opera della Abramovic impone ai performer di spogliarsi o di stare in piedi o seduti o sdraiati per lunghi periodi di tempo e non è la prima volta che le provocazioni dell’artista attraggono trasgressioni da parte del pubblico. Oltre alle «mani morte» allungate sui modelli nudi, altri protagonisti dello show della Abramovic si sono trovati di fronte a comportamenti poco rispettosi: Kennis Hawkins, una performer di «Imponderabilia», si è vista fotografare più volte dalla vita in giù. Il sexy paparazzo si è difeso: «Volevo solo avere un bel ricordo». Artistico, ovviamente.

Articolo tratto da Il Giornale.[:)]