martedì 24 agosto 2010
"La proposta dell'assessore Eugenio Fusignani relativamente alla fruizione della spiaggia della Bassona parte dalla constatazione che le cose non vanno bene in quel luogo e conferma quanto avevamo preventivato in occasione dell'apertura della stagione turistica: le limitazioni e le regole imposte dal Comune e dalla Prefettura non sarebbero state rispettate, nonostante i proclami e nonostante la minaccia di multe.
La zona paesaggistica della Bassona, non toccata dalla speculazione edilizia e riserva naturale del Parco del Delta, subisce nel periodo estivo una pressione turistica insopportabile e insostenibile per le sue caratteristiche di ecosistema. Questo è il dato di partenza.
Chi preme maggiormente su quella località?:
1. i nudisti e l'indotto che purtroppo si trascinano dietro;
2. coloro che hanno i capanni abusivi nella zona prossima alla foce del Bevano, capanni che, come ci è stato detto dall'assessore Maraldi, sono dichiarati abusivi ma che non vengono demoliti dai rispettivi proprietari (si può essere proprietari di una costruzione abusiva posta su terreno demaniale?).
Entrambi questi "fruitori" non hanno autorizzazioni a fare quello che fanno, per cui si deve constatare che la Bassona è un "territorio franco" cioè
subisce un uso non autorizzato.
Finché non si ristabilirà la legalità anche in quella zona, finché non si avrà
il controllo reale di quel territorio ogni proposta di utilizzo è destinata a
cadere nel vuoto.
La proposta dell'assessore Fusignani contiene spunti interessanti ma prima vanno definite le due questioni sopra citate:
a. Il nudismo è consentito? Si vuole creare una spiaggia per nudisti ?
b. Dobbiamo attendere che i capanni si autodemoliscano, implodano o si
interviene con l'autorità per la loro demolizione ?
Preferiamo di gran lunga che su tutta la zona sia imposto un vincolo rigido di accesso, con possibilità di visitare quei luoghi lungo percorsi stabiliti e con la sorveglianza di guide autorizzate. Solo in questo modo riteniamo sia
possibile preservarla e consegnarla integra alle generazioni che verranno.
Siamo convinti che anche il turismo ne trarrebbe grandi benefici. Sta crescendo l'interesse e la sensibilità ai temi ambientali e il turismo ha bisogno di località non stremate dagli interventi urbanistici, che offrano una natura incontaminata.
Della proposta dell'assessore Fusignani condividiamo ciò che va in tal senso.
Ci fa inorridire l'idea dei "piccoli ombrelloni e degli sdrai" da fornire ai
visitatori".
Carlo Zingaretti
Ravennadomani
"Bellissima idea quella dell'assessore provinciale ai parchi Eugenio Fusignani, ossia far pagare un ticket nella spiaggia per tenere lontano quello sgradito indotto che ruota attorno al nudismo. La notizia ha fatto scalpore, peccato che Fusignani non sa che la spiaggia da lui citata non esiste.
A Lido di Dante non esiste una spiaggia riservata al nudismo balneare. Non è mai esistita. Anni addietro, in mancanza di una legislazione in materia, il comune di Ravenna ha autorizzato tale pratica destinando ai frequentatori 500 metri di arenile. L'avvento della legge regionale, varata nel 2006, nel regolamentare il turismo naturista nell'ambito del proprio territorio, ha imposto limiti e prescrizioni. Bisogna partire da queste premesse, per non continuare a trarre in errore chi crede che a Lido di Dante si possa praticare il nudismo balneare.
La legge regionale, appunto, pone in capo ai comuni l'individuazione di apposite aree ove consentire a mezzo ordinanza la pratica del naturismo. Tali aree devono essere dotate dei servizi indispensabili di spiaggia e, se del caso, recintate, al fine di evitare ogni promiscuità da spazi frequentati dai cittadini che non praticano il naturismo. In altre parole, il cosiddetto "campo nudista" ove può essere tollerata la nudità integrale, secondo il precetto della Suprema Corte di Cassazione nella sentenza 31407/2006.
Il sindaco del comune di Ravenna, considerati i vincoli cui è gravato l'intero territorio che vietano qualsiasi infrastruttura, anche minima, non ha potuto autorizzare. Allo stato attuale, pertanto, la pratica del nudismo balneare è fuorilegge. Ordunque, l'intervento di Fusignani, è tendenzialmente illusorio e fuorviante, poiché sa bene che vincoli nazionali e sovranazionali non consentono in quella zona la realizzazione di un campo nudisti.
Individui, piuttosto, un tratto di arenile entro i limiti territoriali della provincia, ove non sussistono vincoli, in modo che anche il popolo naturista possa avere il proprio spazio, con tutti i servizi che la legge richiede. Inoltre, Fusignani si tolga dalla testa di riservare la nostra spiaggia solo ai nudisti. Ciò che desta più stupore sono le affermazioni attribuite al comandante della Forestale, Giovanni Nobili, il quale si rivela possibilista del progetto pur conoscendo la fragilità del territorio. Come può pensare una persona di cotanta levatura che il pagamento di un ticket possa contribuire a tutelare l'ambiente?
Questo pone seri dubbi sul reale intento del regolamento emanato a salvaguardia dell'intero territorio e dell'avifauna. E' auspicabile che i vertici del Corpo Forestale intervengano per far chiarezza sul vero scopo di regolamentare quel tratto di arenile. Al "nì" dell'assessore Corsini ha risposto il titolare del camping Classe il quale, giustamente, boccia senza appello l'iniziativa di Fusignani e di quanti condividono la genialata di far pagare l'ingresso in spiaggia. Sarebbe stato veramente interessante conoscere anche i pareri del sindaco di Ravenna e del presidente del Parco del Delta Po, che non è dato sapere se sono stati interpellati.
Pasquale Minichini
Consigliere di Lista per Ravenna della Circoscrizione del Mare