Forse i nudisti di Santa Marinella saranno brutti per i tessili indigeni e per i gestori dei loro stabilimenti, ognuno per le sue ragioni.
Il naturista è solitamente più pulito, misurato nei gesti e nel rispetto verso il vicino. Non ci sono rifiuti a terra, non ci sono rumori eccessivi, radioline accese, che tutti non possono fare a meno di sentire. La prova è facile da raccogliere. Basta recarsi in un qualsiasi campeggio con zona riservata ai nudisti. Ce ne sono alcuni in Italia, ma io posso dire dell'Istria e Dalmazia. Cito segnatamente a Parenzo il complesso Lanterna con zona fkk Solaris. Il Lanterna rispetto al Solaris è tutto "popolare", cartacce a terra, rumori a tutte le ore e così via. Il Solaris è tutto un po' più ordinato e tranquillo. Così è cambiato in altri tempi il Monsena oggi Amarin a Rovigno. Il punto sta nel fatto che il naturista autentico ha una cultura che lo porta a vivere in un certomodo. Potrei anche dire che in campeggio si vede come la clientela sia di fasce sociali un po' diverse, i nudisti sono di una scelta sociale, tendenzialmente un po' più qualificata.
Il dato è confermato anche da noi, quando vediamo LegaAmbiente che ogni anno va a ripulire un po' le spiagge. Tutti sanno come le spiagge frequentate dai nudisti, siano tendenzialmente più pulite. Il dato si verifica ovunque.
Se a Santa Marinella se la prendono con i nudisti le ragioni sono quelle commerciali e quelle dell'invidia dei tessili. Quando poi c'è la ineducazione il lavoro il lavoro dovrebbe partire da lontano. Campa cavallo...