ultimo capitolo:
Condannata la mamma anti-topless:
un anno per calunnia
ROMA - Ha sempre affermato che lo faceva per tutelare i suoi figli. La giustizia, però, non l’ha pensata come lei. La mamma che denunciò una procace commessa romana intenta a spalmarsi la crema solare sul seno mentre prendeva il sole in topless in spiaggia è stata condannata per calunnia. Un anno di reclusione oltre al risarcimento dei danni. Nel corso dell’udienza preliminare, la donna ha patteggiato la pena con il beneficio della sospensione condizionale.
Si chiude così, dopo otto mesi, la storia di Luisa, attraente commessa e fotomodella di 27 anni, che il 9 agosto scorso era stata denunciata per atti osceni in luogo pubblico da una mamma. La giovane era stata subito prosciolta dal Tribunale di Velletri. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, aveva stabilito che spalmarsi la crema solare sul seno mentre si è in spiaggia non costituisce reato, disponendo quindi l’archiviazione del procedimento a carico dell’avvenente commessa per «totale insussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti dal reato di atti osceni in luogo pubblico».
Alla fine, la mamma apprensiva era finita sotto processo e, a dicembre, aveva dovuto sborsare venticinquemila euro di risarcimento per danni morali. Luisa era presente all’udienza preliminare ma ha deciso di non costituirsi parte civile perché già ampiamente risarcita in sede stragiudiziale.
La vicenda aveva fatto il giro del mondo. Oltre che sui media nazionali, la notizia era stata riportata anche da testate straniere come The Telegraph, The Vancouver Sun, Daily Mail e Daily news. E un’eventuale condanna della modella e avrebbe potuto costituire un precedente pericoloso.
La ragazza si trovava su una affollata spiaggia libera tra Lavinio e Anzio, quando è scoppiato il caso. Mentre era intenta a spalmarsi la crema sul seno prosperoso, era stata aspramente redarguita da un’altra donna, vicina di ombrellone, che stava prendendo il sole con i suoi figli maschi di 12 e 14 anni. Per la donna, Luisa stava turbando l’integrità morale dei due ragazzi, da lei sorpresi mentre la osservavano con particolare attenzione, smettendo addirittura di giocare. La signora aveva quindi invitato la ragazza a coprirsi. E davanti al rifiuto di indossare il pezzo di sopra del bikini, si era scatenato un putiferio. Da qui la decisione di sporgere denuncia, anche se, di certo, la mamma tutto avrebbe pensato meno che di finire lei stessa sotto accusa.
«Si è chiusa una vicenda giudiziaria che oltre ad aver confermato la piena liceità del topless sulla spiaggia, deve anche far riflettere sulla eccessiva facilità con cui, troppo spesso, vengono denunciate persone del tutto innocenti – ha affermato Gianluca Arrighi, legale della commessa - Mi auguro che in futuro non si ripetano più episodi così spiacevoli». «Quello che mi è successo spero contribuirà a far si che d’ora in avanti, sulle spiagge italiane, il topless non venga mai più considerato un atto osceno», ha voluto aggiungere Luisa che ha ringraziato il suo difensore perché, forse, non avrebbe mai sperato in un simile successo.
fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=146882&sez=HOME_ROMA
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