Non contento di aver rotto altrove le balle al buon Mozartiano ho deciso, occupando la mia notte insonne, di vedere il film in questione, cosa che volevo fare da tempo.
Signore & signori ecco a voi il film più discusso sul nudismo: "Nudisti per caso" di Franck Landron (tit. originale "Les Textiles", I tessili).
"Proprio una bella presentazione del nudismo e del naturismo! Da evitare" La gazzetta di Sicilia
"Mi pento di averlo scaricato! Una cagata pazzesca!" Il corriere di Varese
"Una pessima pubblicità per il naturismo." Il giornale di Parma
Ho letto questa recensione che voglio condividere con voi e che mi ha dato parecchi spunti di riflessione sul film, sebbene non la sottoscriva pienamente
http://cinecarte.blogspot.it/2009/08/nudisti-per-caso-di-franck-landron.html
Il film parla essenzialmente di una coppia. Una coppia con figli in cui s'è spento il fuoco, l'attrazione. Parte così il film con lei che cambia pettinatura, e il marito che non se ne accorge neanche.
Lei grazie all'esperienza nata per errore nel resort nudista e al contatto con dei libertini rientra in contatto con la potenzialità attrattiva del proprio corpo di donna e lui ritornando a cercarla col desiderio insoddisfatto di guardone la ritrova. Si rincontrano i loro sguardi sott'acqua, in una scena che evoca la storia del cinema francese, il bellissimo "L'Atalante" di Jean Vigo del 1929 (anche questo storia di una coppia in viaggio di nozze che si allontana e lei, allontanandosi e smarrendosi nella città, poi si ritrova e ritorna da un lui che pure l'ha già ritrovata in un'immagine non esterna ma del cuore, che lui vede sott'acqua, cioè nel suo immaginario interno dell'animo).
Cioè questo non è un film sul nudismo. Questo film utilizza l'esperienza dei protagonisti in un nudismo aberrato per descrivere l'aberrazione di una coppia e la loro difficoltà di comunicazione (e della società).
L'aberrazione della società di oggi è lo strapotere dell'immagine, il guardare le immagini dell'erotismo degli altri che si perde nella pornografia, in cui trovare soddisfazione a qualcosa che non si sa cercare nelle persone reali. Lui rimasto solo nel resort finisce in mezzo ai guardoni e ritrova una lei per un attimo concessa al gioco esibizionista del luogo (attenzione vestita! che emerge dall'acqua sottolineando dal suo vestito bagnato le forme sinuose di donna), pienamente consapevole del suo potenziale erotico. Ma si ritrovano. Perdersi per un attimo in quel gioco perverso li ha aiutati a capire cosa loro mancava nel proprio dialogo di reciproca attrazione, e vanno via, dopotutto sono sani.
Non sono estranei a questa aberrazione i libertini, che vanno al resort nudista non per il benessere di stare nudi, ma per vivere una grande libertà sessuale, che però esagerano troppo in maniera infantile (surclassando il genuino istinto materno della lei libertina che vorrebbe fare sesso una volta tanto per fare un figlio col suo lui) e proteggendosi dietro a categorie sociologiche falsate (sarebbe da piccolo-borghese desiderare un figlio).
Anche la lei (e la coppia) libertina ha da imparare qualcosa dalla coppia protagonista (che fanno i panettieri, fanno il mestiere più semplice e onesto): che anche loro stanno rinunciando a dei loro desideri, essere madre, avere figli, essere famiglia.
Il rovesciamento della morale serve a portare i protagonisti su una riflessione su ciò che realmente desiderano e abbisognano, indipendentemente dai condizionamenti della società.
Sullo sfondo i "marciatori", i guardoni rappresentati come gli zombie di Romero nella notte dei morti viventi. Vivono dell'immagine dell'altro, in una vita che è morte perché incapaci di relazionarsi come persone vive e vere.
Un ultimo tratto, come un motivo ricorrente e secondario (dietro cui il film si nasconde fin dal titolo) è la contrapposizione troppo forte tra tessili e nudisti, qui declinata con piglio critico. E su questo sono d'accordo, un luogo clothing optional è una libertà ancora superiore all'imposizione solo tessile solo nudista.
Il contesto
Questo film è come "Il fuggitivo", quello di un tizio innocente che viene incriminato da un poliziotto corrotto e scappa e rovesciando la sua morale perché fugge dalla legge capisce tante cose sulla sua vita che lo fanno maturare e diventare migliore. Non vuole dire che la polizia è cattiva, ma che ci sono poliziotti cattivi e scontrarsi con loro lo ha aiutato a guardarsi dentro e a capire.
In Francia è più facile che in Italia un film del genere, perché di base il giudizio sul nudo/naturismo è ottimo, quindi si può rappresentare un nudismo aberrato per raccontare la storia di una coppia. Per i Francesi è più chiaro che si tratta di una cosa poco comune, come la corruzione della polizia. Non tutti i poliziotti sono corrotti, ma alcuni poliziotti sono corrotti. Non è detto che lo scontro più o meno fortuito con la polizia corrotta non ci aiuti a maturare come persone.
In conclusione
Il film mi è piaciuto molto. Mi dispiace che utilizzi la rappresentazione di un nudisto aberrato per spiegare la storia e la trama (la sceneggiatura è superba, meno l'estetica). Ma ci sta in un contesto francese che sa bene fare i distinguo tra ciò che è nudismo e ciò che non lo è. Non è adatto a contesto italiano purtroppo perché noi il nudismo non sappiamo cos'è.