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MA_e_NI ha scritto:
Mal comune.. mezzo gaudio!! ( ma sto GAUDIO...che vuol dire?? Boh? Mah?
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È un modo di dire che ha radici antiche.
Nel Medioevo le città dipendevano da un feudatario laico o da un vescovo. Nell'alto medioevo le città erano abbastanza simili alle campagne e i cittadini erano soggetti alla giurisdizione di un signore e al pagamento di tributi come i contadini. I commerci superavano raramente i confini del territorio circostante.
Il rapido sviluppo economico che si verificò a partire dalla seconda metà del sec. X favorì l'ascesa e il rafforzamento di nuovi ceti di artigiani e dei proprietari fondiari. Verso la fine del sec. XI comparvero i primi organismi politici nuovi, dapprima provvisori e costituiti da pochi membri, ma che ben presto divennero capaci di imporsi come centro di potere e come unica forma di governo per tutti gli abitanti della città.
Tali organismi furono presto in grado di ottenere dalle autorità esterne (Re ed Imperatori) riconoscimenti di autonomia amministrativa e privilegi fiscali. In alcune regioni, particolarmente favorite da un rapido sviluppo economico e mercantile, soprattutto nell'Italia centrosettentrionale, i comuni giunsero a ottenere, oltre all'autonomia, anche una vera e propria indipendenza di piccoli Stati.
Con la Pace di Costanza nel 1183, Federico Barbarossa riconobbe ai comuni della penisola quasi tutti gli attributi della sovranità: autonomia giudiziaria, diritto a una legislazione autonoma (gli statuti), pieni diritti fiscali, e ciò in cambio di un formale riconoscimento di superiorità.
Il governo del Comune era basato su un Consiglio generale cittadino che eleggeva dei magistrati, detti consoli, incaricati della reggenza. All'interno di questo organo collegiale le deliberazioni sono considerate valide in virtù di un corretto sviluppo della procedura come la convocazione dell'assemblea in presenza di un numero minimo di cittadini appositamente nominati e la verbalizzazione delle decisioni.
Alla fase consolare seguì poi una fase detta podestarile: il podestà era funzionario di mestiere con compiti di amministrazione del territorio comunale. Essi erano veri e propri professionisti, con compiti ben definiti e stipendiati dal comune, la cui preparazione veniva acquisita con lo studio del diritto nelle nascenti università. Furono soprattutto le grandi famiglie di nobili a studiare e a specializzarsi per divenire podestà in modo da acquisire maggiore potere nel quadro del territorio comunale.
Orbene si narra che nel 1234, nel Comune di Magnarocca di Monforte, venne eletto Podestà il Conte Remo Carlini Zecchini; rampollo di una famiglia di mercenari e commercianti era tanto avido quanto crudele e il regime di tassazione che impose portò in breve ad arricchire le casse del Comune, ma ad impoverire quelle dei cittadini.
Il malcontento si diffuse ed iniziò una sanguinosa repressione fatta di editti ed assassinii: di giorno le leggi colpivano chi manifestava semplice insofferenza verso il regime, di notte i sicari uccidevano chi non poteva essere incolpato tramite la giustizia ordinaria.
La pena più leggera per gli oppositori era l'esilio: venne emanato un editto che ingiungeva, a chi avesse solo parlato male del Comune, di lasciare immediatamente il territorio con tutti i suoi familiari ed i propri beni mobili; gli immobili venivano confiscati.
Siccome a causa delle tasse la povertà era molto diffusa, ben pochi avevano anche solo un mezzo idoneo al trasporto delle masserizie.
Si ricorreva in quei casi ad un certo Ulderico Gaudio che forniva il mezzo in cambio di una parte dei beni trasportati.
Divenne quindi tristemente abituale e famosa in quei tempi la frase: "Mal Comune? Mezzo Gaudio!" che voleva dire: "Hai parlato male del Comune? Adesso devi andartene col carro di Gaudio!".
Siccome l'esilio, per quanto duro, era comunque meglio della morte, e siccome furono tanti coloro che vi si dovettero assoggettare, il detto assunse il significato di "Siamo in tanti a non star bene, ma anche così non va poi tanto male"
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Ci avete creduto?
Male!
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Vanna Marchi avrebbe potuto far soldi anche con voi.
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Gaudio significa contentezza e 'mal comune mezzo gaudio' è la constatazione che quando si è in tanti a patire la medesima pena (il male comune) è quasi una festa a metà (un mezzo gaudio).
P.S. Scusatemi per lo scherzo, ma visto che bisogna stare attenti a come si trattano i neoiscritti, non mi resta che prendere in giro i più anziani.
P.P.S. Anche il P.S. era uno scherzo.
[:D][:D][:D]