Parabeni
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struttura generale di parabeni
(a para-hydroxybenzoate)
dove R è un gruppo alchilico
I parabeni, sono una classe di composti organici utilizzati da oltre 50 anni come conservanti nell'industria cosmetica, farmaceutica, e alimentare per le loro proprietà battericide e funghicide.[1] Sono presenti, anche sotto forma dei relativi sali in diverse formulazioni di cosmetici e farmaci[2] sia per uso topico che parenterale. Alcuni parabeni trovano impiego come additivi alimentari.[3]
Il basso costo, l'efficacia e l'impego decennale, sono tutti fattori che spiegano perché l'uso dei parabeni sia così comune; a questo si è aggiunta l'evidenza che alcune alternative naturali, come l'estratto di semi di pompelmo, si siano dimostrate inefficaci.[4][5]
Il dibattito sulla loro sicurezza è vivo e conflittuale. Uno studio[6] ha evidenziato la capacità dei parabeni di mimare debolmente il comportamento degli estrogeni, ormoni femminili, aventi un ruolo importante nella patogenesi del tumore al seno. Basse concentrazioni di parabeni (una media di 20 nanogrammi/g di tessuto) sono state rilevate in campioni di tessuto malato.[7]. La validità di questo studio è dibattuta nella letteratura scientifica[8] e non è stata evidenziata alcuna correlazione causale tra i parabeni e il cancro[9] si è però diffusa l'idea che i parabeni possano risultare pericolosi e alcune organizzazioni, che si rifanno al principio di precauzione, si oppongono al loro utilizzo quotidiano.[10] Il 3 maggio 2011 è stata adottata in Francia la proposta di legge di Yann Lachaud che vieta l'uso degli ftalati, dei parabeni e degli alchilfenoli, tre categorie di sostanze che interferiscono con il sistema endocrino. L'elenco dei 400 prodotti farmaceutici contenenti parabeni, sottoforma di metile o propile è stata compilata da Le Monde. Il testo deve ancora essere votato al senato, ma nel settore la preoccupazione è forte: se la legge passasse in via definitiva, i produttori sarebbero obbligati a trovare delle sostanze alternative.[11].
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Alcuni parabeni sono composti naturali di origine vegetale. Per esempio, il metil parabene è presente nei mirtilli[12][13][14], dove svolge la sua azione antimicrobica.
[modifica] Sintesi
Tutti i parabeni presenti in commercio sono di origine sintetica, sebbene alcuni siano identici a molecole presenti in natura. Sono sintetizzati mediante esterificazione dell'acido 4-idrossibenzoico con l'alcool appropriato. L'acido 4-idrossibenzoico è, a sua volta prodotto industrialmente mediante la una variante della reazione di Kolbe-Schmitt, usando fenato di potassio e anidride carbonica
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Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli News dalle agenzie regolatorie
PARABENI: NUOVE INFORMAZIONI SULLA SICUREZZA D’USO DA PARTE DELL’AGENZIA FRANCESE DI SICUREZZA SANITARIA DEI PRODOTTI PER LA SALUTE
[riferito da Vincent Gazin;Parabens. VIGILANCES- Bullettin de l’Agence française de sécurité sanitaire des produits de santé, (2005) n°27]
I parabeni sono dei composti impiegati come conservanti principalmente nei prodotti cosmetici e, in modo più marginale, nei farmaci ed alimenti (vedi anche). Dal punto di vista chimico essi raggruppano gli esteri dell’acido para-idrossi-benzoico, ovvero:
metil parabene;
etil parabene;
propil parabene;
butil parabene.
Nel giugno 2004 l’Afssaps, in collaborazione con l’Afssa (Agenzia di Sicurezza Sanitaria dell’Alimentazione) e l’InVS (Istituto di Vigilanza Sanitaria), ha organizzato una commissione di esperti con lo scopo di valutare la sicurezza d’uso di queste sostanze.
Sulla base dell’analisi dei dati presenti in letteratura e dei dati di farmacovigilanza, sembra che i parabeni siano composti poco tossici e ben tollerati, sebbene in alcune persone possano indurre la comparsa di reazioni allergiche. Tuttavia recenti studi hanno stabilito che questi conservanti possono essere causa di una lieve alterazione della funzionalità del sistema endocrino. Purtroppo, però, sulla base dei dati tossicologici ed epidemiologici attualmente disponibili, non è possibile caratterizzare e quantificare il rischio, in particolare cancerogeno, che potrebbe essere associato all’alterazione endocrina indotta da questi composti.
Sono stati invece osservati effetti tossici del propil parabene e del butil parabene sulla riproduzione in ratti giovani. Gli studi che hanno evidenziato tale effetto sono stati realizzati a dosi di parabeni compatibili con le esposizioni umane e suggeriscono un rischio potenziale per la fertilità maschile. Non è stato osservato alcun effetto con il metil parabene e con l’etil parabene.
Il gruppo di esperti ha indicato che sono quindi necessari studi complementari sulla tossicità, a livello riproduttivo, in modo da valutare in modo appropriato il rischio legato all’uso dei due conservanti (reversibilità degli effetti). E’ stato altresì consigliato di effettuare uno studio che permetta di caratterizzare il destino dei parabeni nell’organismo (valutazione della distribuzione, dell’eventuale accumulo, dell’escrezione).
L’Agenzia, inoltre, attuerà un programma con lo scopo di gestire i rischi associati all’utilizzo di questi conservanti.
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Io ho sempre agito incosapevolmente, ma ho sempre odiato i vai protettivi etc. Ho sempre ritenuto, da ignorante, che un minimo di sole preso in bassa stagione, al limite qualche lampada leggera preventiva, mi preparasse la pelle in modo adeguato senza dover ricorrere ad artifici. Proteggersi dal troppo sole per evitare mali quali il melanoma è essenziale, ma penso, forse erroneamente, che il corpo abbia le sue difese naturali che funzionano da millenni. Il fatto essenziale è non buttarsi sotto il sole bianchi latte per i soli 15 giorni agostiani. Male dei tempi moderni... si lavoro troppo, si vive al chiuso, e alla prima esposizione ci si frega. Ma preferisco alternative naturali (appunto esporsi appena possibile, piuttosto che dovermi fare in salmì per poter godere della natura che amo.)
E per quanto riguarda altri cosmetici....al massimo un po di olio vegetale, che al massimo ha della paraffina dentro, piuttosto che.....